Situazione del gruppo Beko Europe

ITALIA – Uilm Toscana Sud Est: “Insoddisfatti dal percorso fatto fino ad oggi sulla reindustrializzazione del sito di Siena, il tempo scorre ed a pagarne le conseguenze sono soltanto i lavoratori. Serve un maggiore protagonismo delle Istituzioni. Prossimo incontro a Settembre.”

Terminato da poco il Tavolo di monitoraggio al MiMit, con *Gianluca Ficco* della Uilm Nazionale, sulla situazione del gruppo Beko Europe nei vari stabilimenti italiani ed un focus sull’andamento del progetto di reindustrializzazione del sito di Siena.

Gran parte della riunione, gestita dal Sottosegretario Fausta Bergamotto, si è soffermata sull’andamento e sulle prospettive dei siti di Comunanza, Carinaro, Melano e Cassinetta. Per quanto riguarda Siena l’obiettivo dichiarato resta individuare uno o due soggetti che possano investire e reimpiegare tutto il personale coinvolto. Ci sono state 9 visite in stabilimento ed altre 2 visite sono in programma, ma non è stato ad oggi individuato un singolo soggetto in grado di reimpiegare tutti i lavoratori. Ad ora ci informano che ci sono 3 gruppi (uno del settore Biomedicale, uno del settore Ambiente e Manifattura di precisione e l’altro di Economia circolare) che hanno firmato un accordo di riservatezza e presentato una manifestazione scritta d’interesse all’Advisor Sernet.

É emerso che i tre progetti insieme potrebbero riassorbire l’intero perimetro occupazionale ma i tre progetti sono tra loro indipendenti e prevedono tempistiche differenti. Resta poi il problema della bonifica del tetto dell’immobile dall’amianto e la proprietà conferma che stanno valutando, per accelerare la reindustrializzazione, che siano fatte direttamente dai nuovi soggetti industriali con la possibilità di ottenere adeguate compensazioni. La Regione Toscana ha informato il tavolo dell’avvio del primo step del piano formativo che proseguirà e sarà maggiormente finalizzato quando sarà individuato il soggetto per la reintegrazione.

Ciò che come Uilm ci appare chiaro è che : Invitalia e il Comune di Siena hanno acquistato l’immobile creando la società “Sviluppo Industriale per Siena” per facilitare le operazioni; la Beko ha assunto un Advisor che avrebbe dovuto individuare una soluzione, ma ad oggi sono riusciti ad individuare, FORSE, solo tre progetti che soltanto messi insieme potrebbero reimpiegare 153 lavoratori. Troppo poco e ancora nessuna certezza. Non può essere questa la soluzione proposta a questo tavolo a distanza di un anno.

Serve un’azione del Governo e della Regione Toscana ben più attiva in questa vicenda, sia nella ricerca per individuare un nuovo soggetto industriale, sia per fare maggiore pressione su Beko. Serve urgentemente un cambio di passo perché il tempo per Siena e per i lavoratori sta scorrendo molto più velocemente rispetto ai pochi passi avanti che sono stati fatti fin qui da questo tavolo ministeriale.