Solidarietà ai lavoratori di Liberty Magona

PIOMBINO – Solidarietà ai lavoratori di Liberty Magona, verso la mobilitazione operaia del 23 maggio a Roma. Costruiamo insieme la lotta necessaria!

Dopo mesi di attesa, per i lavoratori della Liberty Magona di Piombino la situazione rimane incerta. Ritardi burocratici ad oggi impediscono di completare l’affitto o l’acquisto della fabbrica ad opera del gruppo Trasteel. Come se non bastasse, l’effetto congiunto dei dazi e del rincaro energetico causato dalla guerra e dalla speculazione minaccia qualunque sviluppo industriale e di conseguenza i posti di lavoro, anche a Piombino.
Oggi come non mai, vediamo il mondo del lavoro sotto attacco, con diritti e salari sempre messi in discussione. Il nostro territorio sta subendo da moltissimi anni un’erosione di posti di lavoro assolutamente insostenibile. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tutto questo. Esprimiamo la nostra assoluta solidarietà nei confronti di questi lavoratori e lavoratrici e pretendiamo che ogni sforzo possibile venga fatto per risolvere questa vertenza delicata.
Come organizzazione sindacale, abbiamo indetto una manifestazione nazionale operaia il 23 maggio a Roma, per difendere salario e occupazione. Vogliamo una paga oraria base non inferiore ai 12 euro l’ora e uno stipendio mensile di 2000 euro al mese. Il minimo (ripetiamo, il minimo!) che serve oggi per vivere dignitosamente.
È evidente che il governo Meloni sta ormai tirando a campare, senza alcuna vera strategia di sviluppo industriale a parte l’idea (purtroppo assecondata anche da alcuni sindacati) di voler convertire le nostre fabbriche alla produzione bellica. Una deriva pericolosa ed eticamente inaccettabile ma anche perdente sotto il profilo occupazionale. C’è invece bisogno urgente di nazionalizzazioni, di controllo pubblico sui settori industriali strategici, per evitare che milioni di lavoratori in questo paese restino ostaggio di multinazionali e fondi finanziari che non producono alcuna reale ricchezza per i territori pur appoggiandosi a risorse pubbliche.
Pur con i nostri limiti, come USB abbiamo dimostrato in questi anni di essere un sindacato capace di bloccare I porti e I magazzini della logistica costruendo scioperi e mobilitazioni determinate e combattive. Le sole che possono portare risultati nei tavoli negoziali.
Organizzarsi per far salire la pressione verso i vertici politici e aziendali per la risoluzione di questa e altre crisi è sempre più necessario. C’è bisogno di una mobilitazione solidale a livello cittadino che faccia incontrare e camminare fianco a fianco gli operai della Magona con gli operai JSW ed ex Lucchini. Se davvero non è più tempo di aspettare, mobilitiamoci, ora. Come USB siamo pronti a fare la nostra parte.
USB Piombino