LIVORNO – La Polizia di Stato di Livorno ha eseguito la misura cautelare personale in carcere a carico di un soggetto quarantenne, indagato per i reati di atti persecutori ed estorsione, consumati ai danni di una connazionale, presso la quale lavorava come dipendente di un negozio di generi alimentari.
In particolare l’uomo, dopo la cessazione del rapporto lavorativo presso l’attività commerciale, in modo reiterato, chiedeva alla donna di rinnovargli il contratto e di consegnargli somme di denaro, minacciandola che se non lo avesse fatto l’avrebbe ammazzata, si sarebbe presentato sotto casa e le avrebbe bruciato l’auto, inviandole le foto dell’abitazione e della macchina, minacciando altresì di uccidere il marito e farlo a pezzi.
Dal mese di dicembre 2025 costringeva la donna a consegnargli, quasi quotidianamente, somme di denaro per un totale di circa 3000 Euro, minacciando che altrimenti avrebbe ammazzato lei, il marito e i figli, presentandosi anche in ospedale, ove era ricoverato uno di questi ultimi. I primi giorni di aprile 2026, mentre la donna era ferma ad un semaforo, l’uomo si era introdotto all’interno della vettura, puntandole un coltellino alla gola e costringendola ad accompagnarlo da un amico, continuando, anche nei giorni successivi, a minacciare di ammazzarla, per poi fuggire in Francia.
In ragione dell’intensificarsi dei gravi episodi ai suoi danni e terrorizzata che l’uomo potesse fare del male a lei ed alla famiglia, la donna si decideva a presentare denuncia presso la Questura di Livorno. Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile hanno trovato riscontro alle dichiarazioni rese dalla vittima, pertanto il GIP del Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura, si determinava ad emettere la misura cautelare in carcere del soggetto, peraltro senza fissa dimora, stante la sua assoluta incapacità di contenersi e controllarsi, dimostrata dalla frequenza e gravità delle condotte aggressive, poste in essere in una escalation avvenuta proprio in questo mese di aprile.
L’uomo, rintracciato dal personale della Squadra Mobile, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Livorno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Tanto si comunica per la rilevanza pubblica dell’informazione, segnalando che il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.

