PROPOSTE POLITICHE ABITATIVE REGIONE TOSCANA

I dati ISTAT sulla povertà assoluta in Italia evidenziano che sono circa un milione le famiglie povere in affitto, corrispondenti al 46,5% di tutte le famiglie povere. Se pensiamo che gli Italiani, nel complesso, per oltre il 72% possiedono una casa in proprietà, mentre solo il 18% è in affitto, salta immediatamente all’occhio come la condizione di affittuario rappresenti un determinante decisivo rispetto al rischio di scivolamento in situazioni precarie.

In venti anni la percentuale di famiglie toscane proprietarie del proprio alloggio è diminuita di oltre 3 punti, passando dall’86,4% del 2004 all’83,1% nel 2024 (dati Istat). La Toscana si colloca al quinto posto in Italia per prezzi medi degli immobili residenziali (2.573 euro/m² a giugno 2025).Giovani, famiglie monoreddito e lavoratori e lavoratrici precari sono i più esposti al rischio di esclusione dal mercato dell’acquisto. L’emergenza abitativa nasce e si concretizza da un insieme di fattori: dalla carenza d’offerta, dall’incertezza normativa, dalla pressione fiscale e dalla scarsa tutela dei proprietari nel mercato della locazione di lungo periodo. Pensare che tema dell’abitare, possa essere lasciato in gestione al mercato è pura follia.

Il patrimonio Erp della Toscana conta poco più di 50.000 alloggi con una età media di circa 51 anni.

La domanda rimane superiore all’offerta e il sistema riesce a coprire circa il 70% del fabbisogno abitativo ma, la copertura scende al 40% se si considerano tutte le famiglie che avrebbero i requisiti per accedere all’ERP.

Circa il 10% del patrimonio abitativo risulta sfitto e l’1,5% è occupato senza titolo o abusivamente, su questo ultimo dato abbiamo molte perplessità, perché molto spesso, per incentivare a lasciare l’alloggio occupato senza titolo, vengono trasferiti temporaneamente in alberghi/residence, ecc. pertanto, se contiamo anche queste situazioni la percentuale sale. Complessivamente queste ultime voci incidono almeno per circa 5.500 alloggi.

Tra il 2019/2025 la Regione ha stanziato 51 milioni di euro per la manutenzione straordinaria di cui soltanto 9 ml. per il ripristino degli alloggi sfitti, quando la vera sfida non è “costruire più case” ma, riuscire a mettere a disposizione il patrimonio già esistente. Ripristinare il patrimonio esistente è molto meno dispendioso e consente a parità d’investimento, di immettere nel circuito E.R.P. molti più alloggi e dare, conseguentemente, molte più risposte.

Una fetta importante di questi stanziamenti sono stati destinati all’efficientamento energetico degli edifici, come se la priorità non riguardasse il degrado, l’insalubrità in cui versano molti edifici e la ristrutturazione di alloggi sfitti da immettere nel circuito.

Dichiarare che non ci sono risorse adeguate è una affermazione non è del tutto obiettiva, nella realtà, per altre voci di spesa (per noi molto ma molto meno rilevanti e necessarie) le risorse vengono reperite, pertanto, trattasi inequivocabilmente di precise scelte politiche, facciamo due esempi:

Istituire un nuovo assessorato Regionale, proposta che non scaturisce per dare maggiori e più efficaci/efficienti risposte ai cittadini ma, per la voracità di richiesta di ruoli e di visibilità dei partiti che sostengono l’attuale maggioranza Regionale.

Il reddito di cittadinanza Regionale, se pur filtrato/depurato e diverso da quello del Governo Conte I, ci sembra nel solco di quando evidenziato precedentemente.

Queste scelte sottraggono risorse economiche importanti, risorse che potrebbero essere dirottate per le politiche abitative, in pratica, la sensazione è che l’attuale maggioranza Regionale, prediliga esaudire le proprie esigenze che dare risposte ai cittadini.  

Veniamo alle nostre proposte.

Edilizia/Alloggi Privati:

Al netto delle proposte innovative del futuro piano casa del Governo in carica, proniamo:

1 .Fiscalità agevolata

La leva fiscale è la chiave per riportare sul mercato milioni di case oggi sfitte

Bonus fiscale aggiuntivo per chi ristruttura appartamenti di proprietà per immetterli nel mercato a canone di locazione a lungo termine.
Rent-to-buy o affitto con riscatto agevolato garantito dalla Regione, per consentire all’inquilino di destinare parte del canone all’acquisto futuro.
Banca dati Regionale della morosità: sistema simile al CRIF per il credito, per valutare il “merito locatizio” dell’inquilino.
Fondo di garanzia finanziato dalla Regione per inquilini fragili, per conciliare tutela sociale e sicurezza per i proprietari.

     2 .          Affitti brevi

Una strada da percorrere con molta cautela è quella, dalla quale in troppi sono attratti, che vede nella limitazione degli affitti brevi lo strumento per accrescere l’offerta abitativa.

Occorre semmai sgravare/cassare alcuni elementi di perequazione che la Regione Toscana ha inserito rispetto alle strutture recettive che per quanto ci riguarda proponiamo che:

A. Le attività imprenditoriali possono operare per un periodo non superiore a cinque anni in civili abitazioni senza cambio di destinazione d’uso.
B.    3.             Cautele Innovative Perequative
Per gli immobili dichiarati inagibili o per quelli agibili classificate come civile abitazione (categorie A1-A11) e dichiarate sfitte, l’obbligatorietà della verifica delle utenze, comprovante il reale non utilizzo.

Alloggio Sociale/ Edilizia Residenziale Pubblica

Riteniamo che il solo approccio “più case” non possa essere la soluzione al problema, o per meglio dire, occorre chiarire cosa intendiamo per aumento dell’offerta abitativa.

Prima di realizzare nuovi insediamenti abitativi è estremamente utile ed economicamente conveniente ristrutturare e rendere utilizzabili gli alloggi popolari chiusi e non assegnati perché inagibili. Per finanziare, anche in parte, questi interventi si evidenzia la possibilità di richiedere e usufruire dell’attuale QFP attraverso i fondi della politica di coesione, InvestEU, LIFE, il programma per il mercato unico e Orizzonte Europa, nonché attraverso NextGenerationEU.

Come stabilisce, fra le altre cose, la sentenza n. 1/2026, n. 77/2023 della Corte Costituzionale, l’assegnazione di un alloggio sociale, deve basarsi principalmente sullo stato di fragilità economica e sociale, pertanto non può considerarsi ulteriormente rimandabile affrontare la problematica della decadenza dell’alloggio per superamento del reddito.

Per ovviare al tema della cosiddetta Fascia Grigia, ovvero quei nuclei familiari che non hanno un reddito che permetta loro il mantenimento dell’alloggio sociale ma, che avrebbero difficoltà ad entrare e rimanere nel libero mercato, si propongono quattro soluzioni:

1. Nel caso di acquisto di nuova realizzazione abitativa (pubblica o privata), si propone un finanziamento a fondo perduto e/o un contributo una tantum massimo del 5% del valore dell’immobile, calcolato in base al reddito annuale e, con l’obbligo di non poter vendere per i successivi 10 anni l’immobile.
2. Nel caso di canone di locazione di una nuova realizzazione abitativa (privata), il contributo proposto corrisponderà al massimo del 20% del canone di locazione. La percentuale del contributo sarà calcolata in base al reddito ed è erogabile per un massimo di cinque anni.
3. Nel caso di acquisto di una unità abitativa del patrimonio esistente (pubblico/privato), si propone un finanziamento a fondo perduto e/o un contributo una tantum massimo del 10 % del valore dell’immobile, calcolato in base al reddito annuale e, con l’obbligo di non poter vendere per i successivi 5 anni l’immobile.
4. Nel caso di canone di locazione di unità abitativa del patrimonio esistente (privato), il contributo proposto corrisponderà al massimo del 25% del canone di locazione. La percentuale del contributo sarà calcolata in base al reddito ed è erogabile per un massimo di cinque anni.

Per decretare la decadenza dell’alloggio per superamento del reddito, occorre che per due anni consecutivi o tre anni calcolati nel quinquennio di riferimento, ci sia il superamento della soglia massima di accesso.

In questo modo, si liberano migliaia di immobili da destinare a chi realmente è in difficoltà economica.

Occorre anche affrontare e chiarire una volta per tutte il tema dell’occupazione illegale e illegittima diimmobili pubblici.

Chiunque si renda colpevole di occupare illegalmente e illegittimamente un immobile pubblico, oltre a ricevere l’azione di sgombero forzato per riacquisire il bene, non potrà partecipare per cinque anni ai bandi comunali per l’assegnazione di un alloggio sociale e, nel caso di recidiva, non potrà partecipare per dieci anni ai bandi comunali.  
Inoltre, oltre agli interventi di recupero del patrimonio esistente, il comparto necessita di piano strutturale di Edilizia Residenziale Sociale (ERS) ed Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), capace di ampliare l’offerta abitativa e rispondere ai bisogni delle fasce più fragili, anche, ma non soltanto, con la collaborazione pubblico – privato. Anche in questo caso attingendo, per una parteall’attuale QFP attraverso i fondi della politica di coesione, InvestEU, LIFE, il programma per il mercato unico e Orizzonte Europa, nonché attraverso NextGenerationEU.
Occorre introdurre una nuova metodologia di calcolo dei canoni di locazione, che non tenga di conto soltanto del reddito del nucleo familiare, ma che consideri anche il valore dell’immobile (Superficie/Finiture/Posizione). E’ chiaro che a parità di reddito non è perequativo che il canone di locazione di un alloggio vetusto possa essere uguale a quello di un alloggio nuovo o che non tenga di conto del contesto ambientale in cui si trova, oppure con superficie calpestabile diversa.
Per evitare riscossione della morosità che costa agli enti mediamente 4 volte il valore canone di riscossione, si propongono interventi differenziati sia per la soglia di esclusione dal pagamento del canone di locazione, sia per la morosità incolpevole e per quella colpevole.
a) I canoni di locazione degli alloggi sociali inferiori a 20,00 €/mese, sono a carico dell’ente con l’obbligo dell’inquilino di provvedere al 50% delle spese dei servizi primari (acqua-luce-riscaldamento).
b) Per la morosità incolpevole si usufruisce del Fondo Morosità Incolpevole (FMI), fondo statale gestito dai Comuni (soprattutto ad alta tensione abitativa) aumentando i contributi, talvolta chiamati bonus affitto, fino a un massimo di 15.000 euro per inquilini in regola precedentemente.
c) Per la morosità non incolpevole superati tre canoni di locazione anche se non continuamente non corrisposti calcolati nell’anno solare di riferimento e con un massimo di cinque canoni nei due anni di riferimento, si applica la riscossione coatta con l’aggravio dei costi di recupero e se questa supera l’importo di 10.000 €. Si applica la decadenza d’ufficio del titolo di locazione.
Dirottare parte delle risorse destinate all’efficientamentoenergetico degli edifici sociali alla realizzazione di montacarichi di categoria A in modo da migliorare l’accessibilità per persone con disabilità o mobilità ridotta.
Sempre in merito all’efficientamento energetico, occorre stabilire criteri e azione prioritarie degli edifici sociali.
Creazione di un fondo per la realizzazione di Nuovi Alloggi e/o ristrutturare parte del patrimonio attualmente non agibile, compreso ove possibile in cambio di destinazione d’uso, da dedicare al rischio imminente per la salute o l’incolumità (es. fratto esecutivo con figli minori). La permanenza in questi alloggi deve essere limitata al tempo strettamente necessario per superare l’emergenza, ipotizzabile in sei mesi prologabile al massimo per ulteriori altri sei mesi. Alla scadenza del periodo si accede alla graduatorie E.R.P.  

Il Responsabile del Dipartimento Nazionale Casa e Politiche Abitative

Marco Macchioni