Al via la Fiera del Madonnino

GROSSETO – Tre giorni con il cibo giusto e lo street food contadino. La grande Fiera del Madonnino, la più importante kermesse espositiva dedicata alle macchine agricole e a tutto ciò che è agricoltura, si conferma appuntamento anche del buon cibo e della filiera corta con il mercato dei produttori di Campagna Amica. A firmarlo, come sempre, è Coldiretti Grosseto che realizzerà nel cuore della fiera di Braccagni, un vero e proprio festival delle eccellenze agricole maremmane dove troveranno spazio, durante i giorni ed orari di apertura (24, 25 e 26 aprile), il mercato agricolo di Campagna Amica, che i grossetani bene conoscono, ed un’area dedicata allo street food a km zero. Qui si potranno acquistare salumi, formaggi, miele, farine, olio, vino, distillati, birra agricola, piante, fiori, e novità, prodotti al tartufo e agri-cosmetica, insieme a tanti altri prodotti delle aziende locali oppure assaporarli già cotti e preparati sul posto: carne alla griglia, fritture di pesce azzurro, panini con la porchetta e la cinta senese, fragole con la panna e primi piatti a base di sughi agricoli.

La Fiera del Madonnino è per Coldiretti Grosseto un’occasione per parlare, incontrare, informare, aggiornare migliaia di visitatori-cittadini sulle battaglie che gli agricoltori stanno portando avanti anche per loro. “C’è una parola che unisce tutti i nostri sforzi, un mantra delle nostre manifestazioni: trasparenza. – rivendica il presidente provinciale, Simone Castelli – E’ la chiave, secondo noi, per assicurare concorrenza leale e competitività alle imprese e mettere nelle condizioni i consumatori di poter scegliere, senza inganno e malintesi, cosa mangiare. Noi vogliamo una carta d’identità del cibo: un’etichetta comunitaria. Questa battaglia va di pari passo con la necessità di modificare il codice doganale che legalizza, di fatto, il falso Made in Italy”.

Il mirino è puntato sulle attuali disposizioni contenute nel regolamento (UE) n. 952/2013: è sufficiente, per esempio, l’aggiunta di un po’ di sale su una coscia di prosciutto tedesco per poterlo spacciare come tricolore o l’impanatura di petti di pollo arrivati da oltreoceano per meritarsi di essere etichettati come prodotti in Italia.

“Noi agricoltori non hanno paura di indicare in origine la provenienza delle materie prime agricole, sono altri ad essere terrorizzati da un eventuale obbligo che potrebbe ridurre – anzi ne siamo certi – i loro profitti. In questo percorso abbiamo deciso di coinvolgere le istituzioni locali, sindaci e consigli comunali: sono già 15 le amministrazioni che hanno già approvato la mozione a sostegno della riscrittura di quell’articolo 60, altri speriamo lo faranno presto. Sarà uno dei grandi temi che porteremo all’attenzione dei visitatori”.

 

Per informazioni https://grosseto.coldiretti.it/, pagina ufficiale Facebook @cdGrosseto, Instagram @Coldiretti_Toscana, Twitter @coldirettitosca

 

Andrea Berti