“Biglietti per Piombino”: La morte di Piero Romagnoli

Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.

La morte di Piero Romagnoli


Il forno spento
, angolo di via Torino,
saracinesca abbassata, ferro freddo,
nessun colpo di pala, solo un battito
sordo, quieto silenzio della memoria.

Piombino di buon mattino si sveglia
senza odore di sale grosso e olio
d’oliva, un tocco di rosmarino
perduto nel rimpianto.

Le mani bianche di farina
crepate di calore, mai ferme,
la fila del mattino, operai e studenti
che attendono il loro turno.

Una schiaccia per svegliare il mondo
ma il forno è spento per rispetto,
riempiamo il vuoto con i ricordi
con il sapore del suo pane caldo.

Piombino senza Romagnoli
è il passato che non ritorna,
è una via Torino dal passo lento
una schiaccia sapore del vento.

10 aprile 2026

Il forno di via Torino continua a sfornare pane caldo e buonissima schiaccia, ma Piero Romagnoli non c’è più, muore a 87 anni dopo una vita dedicata al lavoro che adesso portano avanti i giovani eredi.