I docenti dell’Istituto Superiore Carducci-Volta- Pacinotti di Piombino sulla riforma degli Istituti Tecnici

PIOMBINO – Lettera dei docenti sulla riforma degli Istituti Tecini al Ministro Valditara

 

Al Ministro dell’Istruzione e del Merito
On. Giuseppe Valditara

I sottoscritti docenti, componenti del Collegio dei Docenti dell’Istituto Superiore Carducci-Volta-
Pacinotti di Piombino (LI),

chiedono

la revoca o in subordine lo slittamento all’anno scolastico 2027/2028 dell’avvio della modifica
dell’assetto ordinamentale dell’Istruzione tecnica, sollecitando un reale confronto e
coinvolgimento dell’intera comunità scolastica sul merito dei contenuti della riforma.
Dalla lettura dei decreti attuativi della riforma degli Istituti Tecnici come definita dal DL 45/2025,
oggi convertito nella legge 79/2025, e non smentita dalla circolare ministeriale 1397/2026 emergono
modifiche ordinamentali profonde, “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica”, di cui i Tecnici, in ottima salute da più di 15 anni con una tendenza di iscrizioni saldamente
oltre il 30%, non sentivano la necessità.

• Rispetto alla nuova area di istruzione generale si registra la riduzione complessiva del curricolo
nazionale di 132 ore rispetto al modello precedente, con la riduzione di 33 ore di lingua
italiana nel quinto anno (andando così a creare anche una disparità in sede di Esame di maturità
rispetto ad altri indirizzi).
• Nell’arco del quinquennio si sottraggono ben 561 ore dalle discipline di base e/o
caratterizzanti l’indirizzo per destinarle alla quota di curricolo a disposizione della scuola,
determinando per tutte le discipline coinvolte nei vari indirizzi del settore tecnologico-ambientale
ed economico una pesante riduzione di ore con conseguente riduzione di posti di lavoro per
varie classi di concorso.
• La nuova impalcatura relega gli istituti tecnici a percorsi orientati al lavoro, senza
riconoscere che le professioni del futuro e l’istruzione terziaria, universitaria e non, necessitano
invece di solide basi culturali e formative, piuttosto che di un anticipo delle competenze
professionali.
• I nuovi istituti tecnici potranno realizzare la formazione scuola lavoro a partire dalla II classe.
• Tra le discipline più penalizzate rientrano, tra le altre, Geografia e le lingue straniere nel
settore economico, mentre nel settore tecnologico perdono ore Chimica, Fisica, Biologia e
Scienze della Terra, che confluendo nelle cosiddette “Scienze sperimentali” vedono una
riduzione di ben 231 ore e quelle di TTRG, che vengono in pratica dimezzate.
• In entrambi i settori, poi, perdono ore le discipline tecniche, che sono quelle più caratterizzanti e
professionalizzanti, con buona pace della retorica a favore delle discipline STEM.
I sottoscritti esprimono grave preoccupazione per le difficoltà connesse ai cambiamenti che
dovranno intervenire a partire dall’anno scolastico 2026/27. Infatti, il provvedimento è stato
introdotto in forte ritardo rispetto alla predisposizione degli organici di scuola e alle conseguenti
operazioni relative alla mobilità.

Inoltre, la fretta di attuare la riforma determina mancanza di trasparenza anche nei confronti di
studentesse, studenti e famiglie visto che le iscrizioni alle classi prime degli istituti tecnici sono
avvenute prima dell’avvio della riforma. Le scelte fatte durante il periodo dell’orientamento rischiano
di ritrovarsi almeno in qualche misura variate a settembre al primo giorno di scuola, con materie che
possono sparire o essere ancora presenti in modo differente tra scuola e scuola, tra territorio e
territorio, sulla base delle diverse esigenze e della flessibilità presente nella riforma. Si tratta di
un serio attacco all’unitarietà del sistema di istruzione.

Per i motivi sopra esposti, si ribadisce la richiesta di revoca del provvedimento di riordino
dell’istruzione tecnica e, in ogni caso, lo slittamento all’anno scolastico 2027/2028 dell’avvio della
riforma, da sottoporre nel mentre a un processo di reale discussione e revisione a livello
nazionale. Esprimiamo inoltre la nostra opposizione all’idea di una filiera tecnico-professionale
di 4 anni (il modello 5-1), che giudichiamo funzionale allo smantellamento del sistema nazionale di
istruzione pubblica italiana.

La scuola italiana ha bisogno di più fondi per l’edilizia scolastica e di aumenti salariali
commisurati al sovraccarico materiale e psicologico del personale e all’aumento del costo della vita,
non di autoritarismo e dell’ennesima riforma calata dall’alto al servizio di logiche di mercato,
che può solo tradursi in un impoverimento culturale e di competenze tecniche per studenti e
studentesse e in una perdita di posti di lavoro per il personale docente. Convinti che per difendere
un’idea di scuola al servizio del dettato costituzionale oggi occorra riscoprire e riempire di
partecipazione gli organi collegiali e la vita democratica nelle scuole e nella società, invitiamo
colleghi e colleghe, studenti e studentesse, famiglie e cittadinanza a mobilitarsi per fermare o almeno
limitare i danni che questa riforma apporterebbe.
Piombino, 9 aprile 2026

Docenti firmatari

Marco Rizzo, Alessio Pecchia, Antonietta Taumaturgo, Elena Bartolomei, Marta Biagini, Anna Scola,
Giulia Rombai, Silvia Rapaccini, Isabella Di Perna, Giuseppe Lacetera, Alessandra Levorato, Mirko
Fontana, Angela Vannini, Vito Stefano Monfreda, Mariella Ferri, Patrizia Becherini, Chiara Ghignoli,
Veronica Mirando, Patrizia Giomi, Selene Falci, Paolo Dell’Eva, Orsola Ballatore, Maria Cristina
Barattelli, Fabiana Boccini, Sebastiano Taccola, Debora Patriciello, Felicia Maria Violi, Azzurra
Saggini, Federico Giovannetti, Francesca Pacchini, Tommaso Redolfi Riva, Matilde Freschi,
Maddalena Splendore, Ilaria Mugnaini, Erika Renzetti, Valentina Costa, Giulia Sabatini, Francesca
Boccalini, Paola Melani, Monica Carmignani, Karine Fenu, Emmanuelle Pisa, Cinzia Bartalini,
Daniela Montalti, Patrizia Facchini, Lara Sambiagio, Ilaria Pacifici, Manuela Magnoni, Luana
Lopresto, Alessandro Dinetti, Chiara Martinozzi, Irene Mazzei, Michela Pagnini, Massimo Donnoli,
Lorella Niccolini, Valeria Mattii, Gianni Boldrini, Mauro Donateo, Virginia Bermejo, Massimo
Turacchi, Armando Mansani, Tiziano Di Tonno, Michele Papa, Cristina Logi, Miriam Fenu, Franca
Potini, Alessio Pecchia, RSU CGIL, Marco Rizzo, RSU USB.