Il Golfo si gioca una serata chiave contro Fabriano

PIOMBINO – Controllo del tiro da tre e identità da squadra “di zona” i temi di una partita che può cambiare il finale di stagione del Golfo.

Sabato 4 aprile 2026, ore 20:30, il Palatenda si prepara a vivere una delle ultime emozioni di una stagione che ha mescolato difese d’urto, tensioni di classifica e momenti di orgoglio.
Il Golfo, in un girone B comunque livellato sulle metà classifica, è a un crocevia: continuare a spingere verso una posizione più pulita o restare in balìa degli eventi fino all’ultima giornata.
Con 14 vittorie e 17 sconfitte, il Golfo guarda con più tranquillità verso la salvezza, ma il discorso “playin” non è ancora sepolto.
Ogni partita, a partire da quella con Fabriano, deve servire a costruire una mentalità di squadra che non si gioca solo la permanenza, ma anche il proprio livello di ambizione.
Fabriano è in piena zona playout, ma non è certo una squadra spenta: con 18 punti in 32 partite, vive o muore del tiro da tre e delle serate di energia.
Le vittorie dei marchigiani viaggiano sui 85 punti di media, mentre nelle sconfitte scendono sotto i 71, sintomo di una squadra che esplode solo se il canestro esterno le risponde.

Tutte le frecce convergono sui tiratori:

• Riccardo Romondia (classe 2005) segna 9,2 punti in 25’ con 38% da tre, 49% da due e 82% ai liberi, oltre a quasi 3 assist di media.
• Lionel Abega è la bomba incontrollabile: 15,6 punti in 30’ con 47% da due e 87% ai liberi, capace di spezzare le partite in un solo quarto.

• Filiberto Dri, 9,9 punti e 91% ai liberi, è il killer freddo, vittima di 18 stagioni di categoria, esperto di girone e di pressione.

Completano il reparto tiratori Karlis Silke Zunda, 12 punti al giro con 32% da tre ma 50% da due, e Jakub Wojciechowski (214 cm), 11 punti e 6,6 rimbalzi, difficilmente marcabile quando si sposta in perimetro.
Non vanno sottovalutati il cambio di velocità Santiago Beyrne (50% da tre nelle ultime uscite) e l’ala Davide Vavoli, ad alto rendimento da due con 11,3 punti e 6,3 rimbalzi in 28’ di gioco.
Dal punto di vista tattico, la difesa fabrianese è la seconda peggiore del girone (81,3 punti subiti), con gravi lacune nel pitturato, dove concede oltre il 54% ai lunghi.
Per il Golfo, la partita non è una questione di numeri, ma di scelte: controllare il perimetro, aiutare in angolo, limitare i danni da tre e non regalare secondi palloni.
Al contrario, il Golfo deve sfruttare la debolezza avversaria nel pitturato: maggiore pressione interna, fisicità, out‑ball e secondi rimbalzi possono trasformare Fabriano in una squadra sempre in corsa e spesso in crisi.
Piombino aspetta una squadra che non si limiti a lottare per la salvezza, ma che voglia dimostrare di non avere paure. 
Fabriano arriva con un’arma affilata ma fragile: il tiro da tre.
La risposta del Golfo deve essere compatta, aggressiva nei dettagli e consapevole che una partita così non cambia solo una classifica, ma il modo in cui il gruppo guarderà a sé stesso verso il finale di stagione.
Stefano Stefanini