Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.
Città vecchia
Voi che passate dalle strade
oscure della città vecchia,
tra ciminiere decapitate
e un cielo aperto, fra le case
un tempo annerite, adesso
solamente sporche,
come un miraggio mattutino
troverete mio padre
che parte verso i treni,
mio nonno che tiene la mano
d’un bambino per la scuola
in piazza Dante.
Niente cancella immagini
di vita passata, non perduta,
una ragazza e un ragazzo
(mio padre e mia madre)
nel millenovecentosessanta,
la radio cantava non ho l’età
e il mondo cambiava lentamente.
In piazza Dante, tra le pietre,
quel bimbo giocava,
si fermava a contemplare
i tigli, mentre intagliava parole
e cuori sulla corteccia dura,
sogni che correvano lontano
adesso ancorati e silenti
in uno strano porto.
Tutto era da cominciare,
incerto il destino
in una Piombino d’acciaio
grigia come il suo cielo.
Adesso tutto sta per finire,
restano le antiche strade
della città vecchia, resta
un ricordo d’altoforno,
il profumo di salsedine
intatto dentro me,
sotto la polvere.

