La risposta del Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia alle dichiarazioni del Ministro Gilberto Pichetto Fratin

Al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Gilberto Pichetto Fratin

La tragedia avvenuta in queste ore ad Ischia è l’esempio di come sia sempre possibile un
disastro se si antepongono alla sicurezza dei cittadini e di un intero territorio la volontà di
privati, talvolta in nome di un interesse locale ma talvolta in nome di un interesse
nazionale, proprio come sta succedendo a Piombino con la decisione, da parte del
governo, della messa a dimora di un rigassificatore nel piccolo porto della città. La
similitudine tra le due situazioni sorge spontanea se pensiamo all’autorizzazione di un
progetto di tale portata, derivata da   una procedura di soli 120 giorni, merito
dell’esenzione dalla valutazione di impatto ambientale : disastri ambientali, incolumità dei
cittadini piombinesi e di tutti coloro che transitano dal porto, potrebbero esserne la
conseguenza.

Per Ischia, non solo i Sindaci ma anche le Istituzioni deputate dallo Stato ad effettuare i
controlli avrebbero dovuto essere vigili, proprio a causa della fragilità di quel territorio e
della precarietà di quella situazione abitativa, fatta di case costruite dove non avrebbero
dovuto esserlo, che si trovavano lì solo grazie ad innumerevoli condoni edilizi che ne
avevano decretato la legalità. Di chi siano le responsabilità sarà compito della
magistratura stabilirlo, ma il PRINCIPIO della SICUREZZA, nella realizzazione di opere
private e infrastrutture PUBBLICHE, deve guidare le scelte e essere al di sopra di tutto e di
tutti. Questo è quanto ha perseguito nei mesi l’Amministrazione di Piombino, opponendosi
al progetto di un rigassificatore nel proprio porto, fino a presentare ricorso al Tar contro
tale progetto. Un ricorso che non è solo “legittimo” ma dovuto, sarà un giudice a decidere
se non esiste rischio per la popolazione e per il territorio.

Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, Lei ha
commentato la tragedia di Ischia dichiarando “…basterebbe mettere in galera il sindaco e
tutti coloro che lasciano fare…” e a proposito degli abusi edilizi “…che facciano tutti il
proprio dovere…”.

Come cittadini di questo Stato chiediamo che il ricorso al TAR, presentato dal Sindaco di
Piombino e dall’Amministrazione comunale, venga considerato da Lei Ministro un atto
coerente con il ruolo di “Primo Cittadino” del” fare il proprio dovere”: un Sindaco che si fa
garante della sicurezza dei propri concittadini e del territorio che è chiamato ad
amministrare, proprio come Lei Ministro chiede, parlando della tragedia di Ischia! E invece
pesa quel “ci opporremo al ricorso del Comune di Piombino”, dichiarato da Lei a seguito
della notizia della presentazione del ricorso al Tar contro il rigassificatore.

Mentre Lei
invoca la prigione per i Sindaci che non hanno adempiuto al proprio dovere a Ischia, le
Sue dichiarazioni sul ricorso, messo in opera dal Sindaco di Piombino, sono avvertite
come macigni per molti piombinesi la cui amministrazione sta difendendo l’incolumità della
propria comunità. Chiediamo Ministro un Suo ripensamento e un confronto con
l’Amministrazione Comunale. La tragedia di Ischia ci insegna che la sicurezza di un
territorio e dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa.
Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia