Biglietti per Piombino: “A voglia!”

A voglia!

Di Gordiano Lupi

Questo modo di parlare l’avevamo dimenticato nel primo libro, eppure si usa spesso a Piombino, non ha niente a che vedere con la brama di qualcosa che manca, non è forma contratta de “la voglia”.

Tutt’altro. ’A voglia sta per “hai voglia!”, in un colpo solo elide “h” e “i” finale, tronca la seconda persona singolare del verbo avere lasciando un semplice “’a”, un modo per confermare l’abbondanza di una determinata cosa, sostituendo avverbi e forme avverbiali tipo “certo”, “certamente”, “di sicuro”, “come no!”. Facciamo alcuni esempi. Domanda: “Hai della pasta in casa?”. Risposta: “’A voglia!”, rinforzabile anche in “’A voglia a pasta! Di pasta ce n’è quanta ne voi!”.

Altra domanda di tipo calcistico: “Abbiamo difensori per la partita di domenica?”. Risposta: “’A voglia a difensori! Ce ne so’ quanti ne voi! E so’ l’attaccanti che mancano! Non si fa mai rete!”. E via di questo passo. Credo che il significato stretto di questo livornesimo adesso sia abbastanza chiaro.