PIOMBINO – Di nuovo tutto fermo per le acciaierie! La prossima convocazione al Ministero per JSW è per il 24 Novembre, Jindal dovrebbe presentare un piano industriale e firmare l’Accordo di Programma! Basta prese in giro! Lo Stato deve riprendere l’intero stabilimento per rilanciare la produzione di rotaie e non solo! Gli ultimi comunicati sindacali evidenziano come JSW metta a rischio anche il progetto Metinvest. Da oltre un anno, sosteniamo che questo progetto, indipendentemente da Jindal, presenti criticità tali da far dubitare della sua validità e della sua possibile realizzazione.
Oggi vogliamo porre l’attenzione sull’aspetto ambientale, lo facciamo riportando solo alcune delle molte domande che ci siamo posti. A pag.110 dell’Allegato D all’Accordo di Programma si evidenzia che per la realizzazione dello stabilimento siderurgico e per la rimozione dei cumuli di rifiuti sulla “36 ettari”, Metinvest chiede la verifica di Assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale(VIA), la Regione Toscana e il Comune valuteranno necessario eseguire la VIA o la procedura semplificata più veloce ma meno capace di tutelare territorio e lavoratori? La rimozione dei cumuli di rifiuti abbandonati da Lucchini sulla 36 ettari sarà eseguita da Metinvest solo se finanziata(AdP Art.5), sarà possibile?
Metinvest utilizzerà un’area di circa 9 ettari di padule (Allegato D pag.86)per impianti ausiliari di trattamento delle scorie ed una tratta ferroviaria: era proprio necessario utilizzare una nuova area vergine? Fra l’altro il padule è più basso di circa 4 metri rispetto al piano dello stabilimento e tale area dovrà essere riempita con circa 360.000 metri cubi di materiale, un volume simile a quello di una discarica! Metinvest pensa di utilizzare per tale riempimento:”alcuni materiali che saranno rimossi dalla limitrofa area 36 ettari… nonché materiali rinvenienti dalle demolizioni….e terreni di scavo risultanti dalla realizzazione delle nuove opere industriali con caratteristiche idonee a tale scopo”, ci chiediamo questi materiali saranno o saranno resi effettivamente idonei?
Imponente sarà il lavoro di demolizione dei vecchi impianti JSW (dalla cui vendita risulteranno notevoli profitti) ed i lavori di scavo per le fondamenta dei nuovi impianti, a pag.103 dell’All. D leggiamo:”massimizzare il riutilizzo in situ delle terre da scavo non comporta alcun tipo di aggravio di rischio per la falda…e al contempo consente di minimizzare la produzione di rifiuti…”, ci chiediamo la Messa In Sicurezza Operativa (MISO) non dovrebbe almeno ridurre il rischio e non semplicemente non aggravarlo? Le fondazioni per i forni elettrici prevedono migliaia di palificazioni che raggiungeranno la falda profonda, a pag.97 dell’All. D leggiamo:” la falda profonda nella zona di interesse è verosimilmente in pressione ….costituisce ulteriore condizione al contorno favorevole dal punto di vista della minimizzazione del rischio di interconessione (e quindi di potenziale contaminazione) tra tale falda e la falda effimera superficiale…”, ma “verosimilmente” non significa certamente, sarebbe quindi opportuno essere certi che la falda profonda in tale zona sia effettivamente in pressione e che il rischio di connessione tra falda superficiale e profonda non sia minimo ma da escludersi del tutto?
E nel dubbio perché per la palificazione invece di “tecniche ordinarie”che vorrebbero adottare non utilizzare tecniche specifiche previste in questi casi? Rammentiamo che la falda superficiale è fortemente inquinata (Alluminio, Arsenico, Antimonio, Boro, Cadmio, Cromo totale, Cromo VI, Ferro, Manganese, Mercurio, Nichel,Piombo,Nitriti, Fluoruri, Solfati e Cianuri)! La rimozioni di altri cumuli presenti in varie zone dell’area Nord deve essere fatta da Jindal, lo farà? Nell’AdP un ruolo importante per l’esecuzione della rimozione e del trattamento dei rifiuti viene dato alle discariche ed agli impianti esistenti in loco, ci chiediamo come questo sia possibile visto il loro stato, il prossimo esaurimento dei volumi, la recente variante urbanistica e la gestione fatta da un privato?
Del resto Metinvest afferma di volere trattare per proprio conto i rifiuti che produrrà ed eventualmente non ha spazi per una discarica di proprietà? Dai documenti ci pare di capire che le spese per la Messa in Sicurezza Operativa (MISO) di tutta l’area sarà principalmente sostenuta dal Pubblico e che Metinvest per quanto riguarda la MISO Privata si limiterà a “tombare”tutte quelle parti di terreno in cui è pericoloso anche solo passarci (All. D pag.108) e forse per alcune aree ne limiterà l’accesso adottando le soluzioni derivate dalle precedenti Analisi di Rischio(All. D pag.62)? Altro che bonifiche!Vogliamo tornare a produrre acciaio non per le armi e rispettando l’ambiente!
COORDINAMENTO ART.1-CAMPING CIG

