Leggiamo sulla stampa quanto affermato dai sindacati a proposito del loro colloquio con l’Amministratore Delegato Metinvest Adria, Luca Villa: “… Siamo stati informati che, una volta che l’accordo di programma sarà stato siglato da tutti i soggetti, Metinvest Adria potrà presentare il Progetto integrato che dovrà essere approvato dalla conferenza dei servizi”.
Dunque, se l’AdP non è stato ancora firmato da tutti gli Enti e dai privati coinvolti, allora tutto è ancora fermo ed il cronoprogramma pubblicato non è stato rispettato? Presentazione Progetto Integrato; autorizzazione SACE per prestiti garantiti a Giugno; richiesta di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, eccetera: è davvero tutto sospeso, come sembrerebbe da quanto riferito dall’Amministratore Delegato ai sindacati? Se è così, chi non ha ancora firmato e perché? Quando firmeranno? Chiediamo chiarimenti pubblici alle Istituzioni firmatarie dell’Adp.
Approvvigionamento idrico
Veniamo ora al modo cui viene trattato l’approvvigionamento idrico delle future acciaierie Metinvest Adria nell’Accordo di Programma (Articolo 6: Approvvigionamento delle acque e messa in sicurezza delle acque di falda) che a noi pare del tutto incompleto. Secondo il Camping CIG, quel che manca sono soprattutto i dati numerici: come è possibile che non siano quantificati i milioni di metri cubi annui di acqua necessari agli impianti Metinvest Adria? Senza che Metinvest Adria quantifichi, sia pure in modo approssimato, e renda pubblico il consumo di acqua annuale previsto, ci pare difficile verificare la sostenibilità della nuova acciaieria. Tale valutazione non può essere delegata alla multinazionale: che ne pensano Ministero Ambiente, Arpat, Regione Toscana, Comune di Piombino?
Per quanto riguarda la Messa In Sicurezza Operativa (MISO Pubblica) della falda superficiale inquinata, le spese per la sua esecuzione saranno a carico della Parte Pubblica, chiediamo: giusto che lo siano anche i costi aggiuntivi determinati dallo spostamento, rispetto al progetto iniziale, dell’impianto TAF (Trattamento Acque Falda) il cui posizionamento è cambiato per soddisfare le esigenze di Metinvest Adria? Al punto 7 dell’Art.6 Metinvest Adria si impegna, per risparmiare le risorse idriche, a valutare la possibilità di utilizzare per i propri impianti le acque della falda superficiale trattate dall’impianto TAF: impianto TAF ricordiamo ancora da costruire. Sottolineiamo due cose: “valutare” non significa utilizzo certo; la quantità di acqua riciclata fornita da tale impianto, legata alla quantità di pioggia, non è comunque sufficiente alle esigenze delle nuove acciaierie.
Così al punto 8 si precisa che il volume aggiuntivo di acqua necessario agli impianti Metinvest sarà garantito dalle Parti Pubbliche, prioritariamente mediante l’uso delle acque riciclate fornite dal “Progetto Fenice” e dal “Progetto Cornia lndustriale” e/o tramite la presa di acqua di mare prevista nel Progetto Integrato. L’acqua di mare, trattata con il cloro, potrà essere utilizzata unicamente per il raffreddamento dell’acqua industriale, dopo che quest’ultima ha sottratto calore ai vari impianti. Infatti per utilizzare acqua di mare per raffreddare direttamente gli impianti o per altri scopi si renderebbe necessario installare un dissalatore.
Nel caso, un dissalatore di che tipo? Chi lo pagherebbe? Con quale impatto di costi di gestione ed ambientali? Rammentiamo che il “Progetto Fenice” insieme al “Progetto Cornia Industriale” fornivano a Lucchini circa 3,1 milioni di metri cubi annui. Ma questi 3,1 milioni di metri cubi di acqua riciclata, di portata variabile, non bastavano a Lucchini che continuava ad estrarre acqua con i propri pozzi artesiani dalla falda. Oggi quanti ne restano utilizzabili? Sappiamo inoltre che l’utilizzo dei pozzi artesiani determina l’infiltrazione di acqua di mare nella falda.
Ci sembra che l’Articolo 6 dell’Accordo di Programma non chiarisca in modo puntuale quali sono e come saranno soddisfatte le esigenze idriche delle progettate acciaierie Metinvest Adria, né come queste impatteranno sulle risorse idriche della nostra zona già altamente in sofferenza per l’infiltrazione del cuneo salino. Infine chiediamo: le Parti Pubbliche in che modo si sono potute impegnare a garantire che sarà messa a disposizione di Metinvest tutta l’acqua di cui avrà bisogno senza nemmeno sapere di quanto necessitano e vista la persistente situazione di carenza di acqua dolce della Val di Cornia?
Noi vogliamo tornare a colare acciaio (pulito), ma non per fabbricare armi.
settembre 2025
Coordinamento Art.1-Camping CIG

