Al Sindaco del Comune di Piombino
Ai Capi gruppo Consiliari del Comune di Piombino
Ai Sindaci della Val di Cornia
Ai Capi gruppo consiliari dei Comuni della Val di Cornia
Al Presidente della Regione Toscana (Commissario)
Al Presidente del Consiglio della Regione Toscana
Ai Capi Gruppo del Consiglio della Regione Toscana
Alla Stampa
OGGETTO: “IL C.S.P. NON CAMBIA IDEA, VIA IL RIGASSIFICATORE ENTRO LUGLIO 2026”.
Piombino non è un territorio su cui speculare impunemente e ci faremo sentire sotto ogni profilo giurisdizionale.
Il CSP ha un solo padrone e una sola voce, quella dei suoi soci e dei cittadini che vogliono che il rigassificatore se ne vada, senza se e senza ma, nei tempi stabiliti dalle stesse istituzioni che lo hanno collocato in un posto non idoneo e cioè entro luglio 2026.
Che nessuno si permetta di dare interpretazioni diverse. La posizione è ferma e decisa, via il rigassificatore dal porto di Piombino.
Ci sono purtroppo delle situazioni che vanno contro gli impegni presi dalle istituzioni, di allontanamento della nave dal porto di Piombino entro luglio 2026 e che vogliamo di nuovo sottolineare.
Con la nuova società Snam Energy Terminals cresce il rischio che la nave rigassificatrice resti ben oltre il 2026.
Ecco, infatti, cos’è successo negli ultimi giorni:
1. 27 maggio: SNAM fonde tutti i suoi terminal GNL sotto un unico marchio, “SET – Snam Energy Terminals”. Dentro ci finiscono la FSRU di Piombino, quella in arrivo a Ravenna, l’impianto a terra di Panigaglia e le partecipazioni nei rigassificatori di Livorno e Chioggia. Se SET consolida la rete GNL “per trent’anni” e i cantieri liguri non partono, il rischio di proroga oltre il 2026 sale ogni giorno. Quando un’azienda accorpa impianti in un pacchetto “di lungo corso”, è perché prevede di gestirli per decenni. A quel punto smontare l’ingranaggio diventa più complicato.
2. Sito alternativo in Liguria: i lavori per accogliere la nave a Vado Ligure non sono neppure partiti; l’Autorità per l’energia li ha definiti «diseconomici». Con meno di tredici mesi utili, parlare di trasloco entro luglio 2026 è ormai retorica.
Per tutto questo, i nostri timori di una permanenza a lunga scadenza della nave rigassificatrice sono quanto mai tangibili. Piombino oltretutto ha caratteristiche morfologiche e stradali che, in caso di evento avverso, non potrebbero consentire rapide ed efficaci operazioni di soccorso o, peggio, di fuga! Infatti, abbiamo UNA SOLA VIA D’USCITA! La SS 398 “via Val di Cornia” è l’unico collegamento tra porto, quartieri e strada statale Aurelia.
Se un incidente grave bloccasse quel varco, 35.000 persone resterebbero intrappolate. È inconcepibile che in uno stato civile si mettano a repentaglio le vite di migliaia di persone per una presunta emergenza che i fatti hanno smentito!
A questo punto noi chiediamo per l’ennesima volta e A GRAN VOCE una risposta ufficiale alle lettere inviate a tutte le istituzioni entro il 30 giugno 2025. Vogliamo che:
• Governo e Commissario ci dicano con atti e non con slogan, quando e dove verrà spostata la nave.
• Regione e Comune si preoccupino con serietà e con la cura di un “buon padre di famiglia” di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini di Piombino, abitanti di pari dignità rispetto agli altri toscani, nel pieno rispetto della Legge!
• SNAM/SET rispettino le indicazioni del cronoprogramma per un puntuale allontanamento della nave dal porto.
Per noi il traguardo è e resta l’USCITA DEFINITIVA dal porto di Piombino.
IL C.S.P. non ha mai chiesto e mai chiederà la permanenza del rigassificatore in cambio delle compensazioni. Non si vende la salute e sicurezza dei cittadini. MAI!!!!
Ma neppure vogliamo che questo territorio sia visto come un territorio su cui speculare impunemente.
Non si può non vedere i danni che il rigassificatore sta determinando alla collettività.
Qui devono essere le istituzioni preposte a pretendere il rispetto del principio che chi procura un danno, non solo deve essere allontanato, ma deve pure pagare per il danno prodotto, in modo anche da essere da disincentivo a vedere Piombino come territorio su cui speculare impunemente. E per questo occorre un monitoraggio puntuale di tutte le emissioni in aria ed in mare ed una verifica dei possibili danni prodotti all’ambiente.
Occorre una valutazione da parte di enti terzi certificati dei possibili danni prodotti in termini di blocco della diversificazione economica, svalutazione degli immobili, etc.
Siamo stanchi di aziende che devastano i territori e se vanno da incolpevoli.
Da questo a dire che il CSP vuole le compensazioni in cambio della permanenza del rigassificatore oltre il 26 luglio ce ne corre parecchio.
Pretendiamo rispetto a nome di tutti i Piombinesi. Pensare di fare passare tutto nel dimenticatoio, pensare che prima o poi i cittadini si abitueranno a questo mostro, è un errore. Non ci abitueremo mai. Noi continueremo incessanti a usare tutti gli strumenti democratici e legali perché finalmente i Piombinesi non siano trattati come cittadini di serie B.
Comitato Salute Pubblica di Piombino e Val di Cornia
Il Presidente (Aldo Balzano)

