La domanda non riguarda il ricordo di un celebre quiz televisivo, ma il destino dell’attuale capo di gabinetto del sindaco di Piombino, Dott. Giuseppe Orfino.
Del resto, dottore Orfino lo è diventato da poco, senza dubbio non lo era nel 2020 quando per la prima volta il sindaco Ferrari gli conferì l’incarico di suo capo di gabinetto, inquadrandolo nella categoria di legge prevista per i diplomati, quella degli istruttori amministrativi, e aggiungendo al normale stipendio della categoria, 6mila euro lordi l’anno per le particolari funzioni che doveva svolgere e gli impegni richiesti fuori dal normale orario di lavoro.
Ma non lo era nemmeno un anno fa quando, dopo la seconda elezione a sindaco, Ferrari procede, con proprio provvedimento del 1.07.2024, al rinnovo dell’incarico a Orfino per tutta la durata del nuovo mandato, con le stesse identiche condizioni del 2020.
La svolta arriva il 28 aprile con la delibera n. 108, con la quale la Giunta comunale aggiorna il piano delle assunzioni, dichiarando che il capo di gabinetto diplomato non gli serve più, ma per svolgere esattamente lo stesso lavoro, gli ci vuole un laureato da inquadrare al livello dei funzionari ad elevata qualificazione, quindi una categoria più elevata con uno stipendio base già più alto di circa 2.000 euro lordi all’anno (si passa da 22mila euro a 24mila euro circa)
Le cifre dello stipendio di questo capo di gabinetto laureato non sono chiare nella delibera della Giunta, ma lo diventano nell’avviso per la selezione del capo di gabinetto, pubblicato in data 5 maggio per il minimo di legge previsto, cioè 10 giorni, dove è scritto che, oltre allo stipendio base saranno aggiunti 15mila euro lordi l’anno, sempre per le particolari funzioni da svolgere e tutti gli impegni richiesti fuori dal normale orario di lavoro.
Dunque, il nuovo capo di gabinetto laureato avrà uno stipendio lordo di 39mila euro all’anno mentre quello di prima o, meglio, quello attuale, diplomato, ne prendeva 28mila. Sono 11mila euro l’anno in più, per fare esattamente le stesse cose di prima. Vi sembra normale?
Ma c’è dell’altro. Nell’avviso si richiede come titolo di studio un solo diploma di laurea, Scienza dei media e della comunicazione. Fine. Gli altri tipi di laurea non sono nemmeno presi in considerazione.
Ora l’operazione, come il pesce, puzza dalla testa e le domande nascono spontanee.
Come è possibile che per fare le stesse identiche cose che faceva fino ad oggi, il nuovo capo di gabinetto debba avere la laurea e debba percepire uno stipendio più alto di 11mila euro all’anno?
Perché l’incarico prorogato nemmeno un anno fa non viene fatto proseguire fino alla naturale scadenza del mandato, vista la fiducia che il sindaco ha sempre avuto e dimostra di avere in Orfino, tanto da affidargli la conduzione delle sue due campagne elettorali nel 2019 come nel 2024, peraltro con ottimi risultati?
Perché la laurea richiesta è solo una, quando le funzioni di capo di gabinetto attraversano tutti i settori dell’amministrazione, dunque, un laureato in scienze politiche ad esempio, o in giurisprudenza, o in scienza della pubblica amministrazione potrebbe a pieno titolo concorrere alla selezione?
E poi, in tutto questo, ci chiediamo: ma Orfino? Gli è stato già comunicato ufficialmente che il suo incarico è terminato? Si è dimesso? O starà studiando fiducioso per la nuova selezione da laureato?
Sia chiaro, nessuno vuole impedire al sindaco di scegliersi il suo capo di gabinetto, ma questo suo potere di scelta deve rispettare delle regole.
La prima: che i soldi con cui lo paga non sono suoi, ma dei piombinesi. 11 mila euro all’anno in più per una persona non sono pochi, soprattutto quando ai cittadini vengono chiesti soldi in più, e a questa persona se ne aggiungono altre tre nello stesso ufficio comunicazione e supporto del sindaco, che tra poco ha più addetti dell’ufficio lavori pubblici (e purtroppo si vede).
La seconda: che la scelta va fatta con trasparenza e onestà verso tutti, altrimenti non si capisce perché venga fatto un avviso di selezione. A ricordarcelo è una recente sentenza della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna che, proprio a proposito di un incarico per capo di gabinetto, dichiarato dalla Corte stessa illegittimo, scrive: “la presenza dell’elemento fiduciario, che pur deve sussistere nell’ambito di un rapporto di staff, non prescinde da una oggettiva valutazione del curriculum vitae del soggetto preso in considerazione, anche in osservanza del fondamentale principio di trasparenza che deve connotare l’attività dell’amministrazione.”
In questo caso, ci pare, purtroppo che nessuna di queste due regole sia stata rispettata, piuttosto il sindaco ha messo in campo una manovra di una disinvoltura unica, con la quale si pensa di poter piuttosto piegare a proprio uso e consumo le regole che esistono e utilizzare le risorse pubbliche, per fini che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico.
Non possiamo accettarlo.

