Riapertura cave a Castagneto Carducci: “Le nostre colline soggette ad appetiti economici”

L’ipotesi, sempre più concreta, della riapertura di due ex cave dismesse da decenni, nel comune di Castagneto C.cci, ci lascia con l’amaro in bocca.

Pensavamo che dopo l’indecente fatto dell’apertura della “strada” sul monte Coronato di alcuni anni fa, ci fosse realmente un’attenzione maggiore sui nostri beni naturali e culturali. Evidentemente ci sbagliavamo, le nostre belle colline sono sempre soggette ad appetiti economici, vedi i tagli del bosco a raso ed ora una irrealistica ripresa di escavazioni per marmo “ornamentale”!

Il ricorso, vittorioso, presentato dalla MdM Marmi di Maremma S.r.l. contro la Regione Toscana, in merito alla classificazione di alcune aree estrattive situate nel Comune di Castagneto Carducci, apre preoccupanti prospettive per l’immediato futuro.

A seguito della sentenza, è stata avviata una variante del comune di Castagneto Carducci, al Piano Cave regionale, per approfondire la situazione dei giacimenti di Romitorino e Valle delle Dispense.

La potenziale riapertura delle cave ci preoccupa fortemente, questo intaccherà un’area a ridosso del SIC di Monte Calvi, che in questi decenni si è rinaturalizzata e che verrà sconvolta da lavori di cava e sopratutto dalla costruzione della nuova viabilità.

Le attuali piste forestali dovranno essere più che raddoppiate per permettere ai pesanti mezzi di cava il trasporto del materiale. Tutto questo tra l’altro graverà sulla frazione sanvincenzina dell’ Acquaviva, un piccolo quartiere che verrà travolto da un traffico a dir poco eccezionale! Inoltre rimane il problema della gestione delle polveri, degli scarti di cava, etc., il tutto in netto contrasto con la bellezza del territorio e la sua vocazione turistica ed escursionistica.

Inoltre non si vedono reali studi di fattibilità economica che ne giustifichino la riapertura ed un futuro a lungo termine. Si parla di cave storiche che in passato hanno dato materiale anche alla città di Firenze, ma a guardar bene si è sempre trattato di modeste entità.

Inoltre, a detta di chi è del settore, la qualità del materiale non è superiore ad altri comprensori, il tutto quindi concorre a far pensare a delle sopravalutazioni, e ha lasciare sempre aperta la porta ad azioni speculative e non proprio trasparenti. In definitiva siamo completamente contrari a queste riaperture e proponiamo un altro tipo di tutela e valorizzazione del territorio, che metta in primo piano veramente il bene comune e coinvolga i cittadini nelle scelte di un territorio.

Legambiente Costa Etrusca

WWF Livorno