“ L’accordo sulle aree fra Jsw e Metinvest-Danieli non garantisce alcun futuro produttivo né occupazionale”

COMUNICATO STAMPA

In vista dell’incontro al Mimit del 27 novembre, è indispensabile avere chiaro che l’accordo sulle aree fra Jsw e Metinvest-Danieli non garantisce di per sé alcun futuro produttivo né occupazionale: infatti, esso non è accompagnato da piano industriale e accordo di programma, contenente vincoli e penali per le multinazionali che lo sottoscrivono, da sottoporre ai lavoratori e alla cittadinanza, sotto il profilo del lavoro e dell’ambiente. Cominciò con una delega in bianco a Rebrab e poi a Jindal, i risultati sono sotto gli occhi di tutti; senza dimenticare che incombono le scadenze della cig. Lo Stato sgomberi dunque il campo dall’inaffidabile Jsw e si riprenda le acciaierie, per misurarsi così con Metinvest senza deleghe in bianco, appunto.

C’è bisogno dunque di mobilitarsi in modo continuativo e crescente, anche per la vertenza Magona, anziché revocare il previsto presidio al Ministero. Sappiamo che non è facile, ma il ruolo dei sindacati, della Fiom e della Cgil in testa, è appunto quello di costruire la mobilitazione a livello locale, nella prospettiva dello sciopero generale nazionale del 29 novembre, perché il Governo deve cambiare radicalmente la propria manovra finanziaria, come pure deve presentare il piano nazionale della siderurgia, dove non solo Piombino, ma Taranto eccetera devono trovare la propria collocazione. Ciò è necessario pure nel quadro europeo di pesante crisi industriale, la quale richiede anche a tale livello un’adeguata azione sindacale: v. Volkswagen, Stellantis eccetera.

Le radici del sindacato,
area congressuale alternativa in Cgil Livorno