Biglietti per Piombino: “Giovane calciatore”

Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.

Giovane calciatore con mimetica e pallone sotto braccio che osservi il passato in lontananza, oggi un poco più lontano, dai giardini d’un piccolo campo di basket, davanti al Poggetto. Tu non puoi neppur immaginare che i pomeriggi che ho passato a giocare a pallone al Campino degli Ulivi sono stati i più belli della mia vita. Mi commuovo al pensiero. Allora, il Piombino era una squadra forte, certo non era il Piombino della serie B, quello di Zucchinali e Carlotti, ma era il Piombino di Biagini e Rauggi, di Chelotti e Cardinali, che presto sarebbe tornato in serie D. Erano i primi anni Settanta, non era il Piombino più potente della sua storia ma indossare una maglia nerazzurra non c’era da vergognarsi, non occorreva dire che era la maglia del Piombino, mica quella dell’Inter, chiarire che se mancavano stella e scudetto era per un motivo. Che domeniche allo Stadio Magona! Gli operai uscivano a frotte alle due del pomeriggio e correvano allo stadio a tifare Piombino, proprio da quelle industrie che tu giovane calciatore vedi in lontananza, quelle industrie scomparse che cadono a pezzi e che dicono (forse) potrebbero tornare. Mi sarebbe piaciuto tanto fare il calciatore, anche se dentro quel mondo ci son stato in altre vesti, girando per i campi di tutta la penisola, da Trapani e Trento, passando per Legnano e Pesaro, Rimini e Tolentino. Un fischietto secco e prolungato, interruzione decisa allo spettacolo, fermata dovuta.  Cinema, letteratura, eros e calcio, i piaceri della vita che non devono mancare.