Febbraio demolizione dell’altoforno: l’appello

COMUNICATO STAMPA
Questo è un appello diverso dalla petizione, che in questi giorni è circolata sui social promossa dal Partito Democratico. È un appello nato dalla società civile da donne e da uomini, lavoratori e lavoratrici, sensibili a livelli diversi al valore del nostro patrimonio industriale e si apre trasversalmente a tutti coloro che vorranno aderire: cittadine e cittadini, studiosi e intellettuali, operai e metalmeccanici, il mondo dell’associazionismo, la scuola, le fondazioni, i sindacati, i partiti politici.
Per aderire scrivere a: appelloafo4@gmail.com

APPELLO
Ora c’è la data: a febbraio verrà demolito l’ultimo Altoforno della lunga storia della siderurgia moderna a Piombino. Crollerà una cattedrale laica del lavoro e dell’industria. Altrove è andata diversamente: in Germania per esempio, con interventi pubblici rilevanti.
Quando si abbattono i simboli, si cancella la storia e il futuro diventa più incerto. Ma non si tratta solo di simboli: i resti delle lavorazioni industriali che per oltre un secolo hanno accompagnato la vita di Piombino sono anche patrimonio, cultura, risorsa. Demolirli è un crimine culturale, che risponde solo all’interesse privato e all’incuria pubblica.
Facciamo dunque nostra la lezione del professor Ivan Tognarini e, al pari di altre iniziative in corso, nuovamente chiediamo che lo smantellamento dell’Afo4 sia sospeso, avviando concrete azioni di archeologia industriale e di tutela e valorizzazione del patrimonio industriale

Fare cultura dove si fa produzione, la cultura è produzione

La cultura è un’arma vitale per uscire dalla crisi e per progettare il futuro: l’Altoforno, simbolo dell’attività siderurgica, può diventare un monumento e uno spazio centrale della città, punto di riferimento per un intero territorio. L’Afo4 visibile da terra e da mare, come a ricordare che Piombino è stato a lungo uno dei poli della geografia industriale italiana, un luogo centrale e moderno, un segno indelebile, punto di partenza per la tracciatura di un atlante del Novecento italiano.

Chiediamo quindi alle istituzioni – da quelle locali alla Regione Toscana e al Ministero della Cultura – di intervenire per bloccare la demolizione e difendere il patrimonio e la memoria della città industriale come fondamento della sua rigenerazione.
Proponiamo che sia riesaminata la possibilità che l’Afo4 diventi luogo di produzione culturale, elemento di connessione tra memoria del ciclo industriale e nuove lavorazioni dell’acciaio, oltre alla ricerca di nuove identità, per preservare dall’oblio le tante generazioni operaie e l’intera città. Partendo dalla musica, dalla poesia, dal teatro, dalla fotografia e dalle arti in genere: si può fare.
Un luogo che chi viene a Piombino possa visitare per capire e per capirci, come siamo stati e come siamo oggi. Un luogo dove i nostri giovani possano andare per guardarsi intorno e pensare il proprio futuro riappropriandosi del passato.

Sappiamo che i costi economici sono elevati, ma ci sembra insopportabile il prezzo che, demolendo, si pagherebbe dal punto di vista culturale e non solo: il turismo destagionalizzato non vive solo delle nostre belle spiagge, mentre il patrimonio culturale è il perno di ogni possibile processo di rigenerazione.

Gennaio 2024

Primi firmatari:
Veronica Muoio, Paolo Gianardi, Paolo Francini, Rossano Pazzagli, Roberto Bragiola Stefania Martelloni, Alessandro Babboni, Stefano Fontana, Andrea Gilardetti, Gianna Pasquali, Renzo Carletti, Valeria Parrini Toffolutti, Abdellah Berriria, Anita Sacco, Giuseppe Filippeschi, Massimo Matteuzzi, Carla Puccini, Lorella Niccolini, Giovanni Muoio, Mario Giannullo, Guido Morandini, Rita Formichi, Graziella Poli, Massimo Batini, Marella Neri, Gianfranco Gilardetti, Adriano Bruschi, Riccardo Serni, Manoela Gorelli, Fabio Baldassarri, Marco Paperini, Antonio Giovannelli, Monica Pierulivo, Ivane Benassi, Elena Scalzini, Giorgetta Bonfiglio Dosio, Mariella Guercio, Luigi Tomassini, Massimo Zucconi, Marina Riccucci, Federico Valacchi, Paolo Favilli, Pietro Repetto, Francesco Antoniol, Umberto Canovaro, Loretta Mazzinghi, Paola Grillo, Pino Bertelli, Antonella Macii, Maurizio Moretti, Emanuela Minelli, Gabriella Dell’Agnello, Niccolò Tognarini, Catia Sonetti, Vittorio Pineschi, Eraldo Ridi, Mauro Carrara, Annamaria Masanqui, Elena Masetti, Marco Morrone, Fabio Caciagli, Nora Carignani, Francesca Lampredi, Jacopo Formaioni, Enzo Gilardetti, Maria Cecilia Prosperi, Graziano Simoncini, Maurilio Campani, Chiara Gorini, Alessandra Doni, Valerio Cecchi, Franco Repeti, Catiuscia Ficcanterri, Simona Caroti, Simonetta Gonnelli, Michele Marini, Tiziana Gasperi, Ilaria Rossi, Roberto Squarci, Alessandro Bezzini, Stefania Stefanini, Enrico Beni, Anna Tempestini, Dunia Toninelli, Loriano Incrocci, Jacopo Mondini, Florio Marzocchini, Luciano Giannoni, Giancarlo Chiarei