Biglietti per Piombino: “Un giorno di vento”

Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.

Un giorno di vento che sconvolge il mare, scirocco o ponente, persino maestrale. Mio padre lungo la linea ferroviaria, una casa cantoniera affacciata sulla sera.
Mia madre in cucina a preparare cena, in tinello a cucire, piegata sulla Singer.
Ricordo un quadro familiare stemperato verso un domani, dove non c’è ritorno e l’alba non rischiara. S’addormentano i treni, paranze sonnolente, lento affoga il Cornia nel padule, pescatori oziosi chini sulle reti respirano effluvi salmastrosi. Piombino è una tela screpolata, incerta e confusa nella notte scura, dove non trovi lampare nel canale, non senti venti dal sapore antico, sere d’estate in lesto divenire recano giorni d’uno stanco autunno.
Son qui che affondo, ormai, perduti i segni di tutto quel che amavo, resta soltanto uno sterile ricordo che non consola, che solo mi addolora, resta quel poco che basta per soffrirne.