San Vincenzo: confronto sul Piano Spiaggia

Nella sera del 30 ottobre alla Torre di San Vincenzo le Associazioni di Categoria del settore turistico ed alcuni operatori del mondo balneare, degli alberghi e delle agenzie immobiliari hanno incontrato i 5 esponenti delle opposizioni per discutere insieme le criticità riguardanti il loro settore economico e le possibili azioni comuni in vista dell’approvazione del nuovo Piano Spiaggia elaborato dall’attuale amministrazione comunale.

È stato sottolineato che il Piano Spiaggia presentato non ha avuto alcun coinvolgimento dei rappresentanti di categoria, violando l’ennesima promessa espressa sulla stampa il 14 maggio 2023 riguardo la creazione di un “Tavolo sul turismo pronto ad accogliere chiunque voglia sedervisi” successivamente alla manifestazione di protesta che ha visto unite tutte le categorie economiche per la prima volta.


Senz’altro questo è un primo elemento negativo, poiché laddove si omette il dialogo con le associazioni di categoria c’è una azione manifesta di mancato riconoscimento istituzionale di tali rappresentanze e si conferma così l’indirizzo antidemocratico che questa amministrazione sta portando avanti dal suo insediamento.


Nella discussione è emerso che il documento, nonostante il lungo lasso di tempo intercorso dalla revoca del precedente PUA, evidenzia il risultato di 100mt lineari di arenile pubblico, ma non propone nessuna nuova visione o prospettiva sul settore turistico, che ad oggi avrebbe bisogno di ben più definite linee riguardo il suo sviluppo ed i suoi servizi. Fa sorridere che si sbandierino sui giornali 100 m acquisibili di spiaggia libera e che questi siano forse appena la metà di quelli occupati nella spiaggia libera quest’estate dagli accumuli di posidonia derivanti dalla pulizia delle spiagge avvenuta in via emergenziale e senza previsione di siti di stoccaggio temporaneo adeguati.
Riteniamo che l’innovazione non si possa fare col metro lineare.

E da una prima analisi del piano, non si ravvisano i criteri né legali, né di senso per cui, soprattutto in questo periodo storico, ci si affretti a ridefinire le concessioni demaniali, se non per una mera urgenza di voler lasciare un’impronta. Un’impronta pericolosa a causa di una totale mancanza di prospettiva economica futura e che si concentra in modo “punitivo” esclusivamente sui piccoli imprenditori, che vivono questo documento come un ennesimo attacco alla imprenditoria familiare turistica su cui si basa molta della nostra economia turistica. Ciò che si rende chiaro nel documento è infatti il totale distacco di questa amministrazione dalla realtà economica e sociale di San Vincenzo che sembra per questa maggioranza debba pensare solo ad una “decrescita infelice”.


Emerge insomma un vecchio vizio di questa compagine politica del disfare e del distruggere, ma senza un modello nuovo, bello, utile, innovativo da seguire.
Quale modello di turismo si propugna con questo piano? Quello della famiglia mononucleare che fa le vacanze in meno di 1 m di fronte spiaggia? Cosa si pensa della gestione futura dei servizi, della sicurezza delle spiagge, della loro pulizia, dei ripascimenti? Non si trova traccia concreta di tutto questo nel nuovo piano di utilizzazione degli arenili neanche nelle line guida.
Si trovano solo modifiche drastiche e invasive ad alcune concessioni demaniali del tratto urbano con scarse motivazioni legali e progettuali e per cui il piano rischia di portare solo danni concreti dal punto di vista del lavoro, perdita di valore delle case e degli affitti, del commercio.

Si ritiene che maggiore dovrebbe essere la riflessione su quanto ad oggi proposto, considerando anche che su un documento approvato invariato saranno prevedibili ulteriori numerosi ricorsi, che potrebbero essere evitati se solo l’amministrazione mettesse da parte l’ideologia e iniziasse davvero ad ascoltare i suoi cittadini per rappresentarli tutti.
Dalle 5 forze di Opposizione