Nel discutere delle novità sulle acciaierie, il Camping CIG invita tutti a tenere presente che mancano pochi mesi alla scadenza elettorale locale ed europea: non mancano legittimi dubbi e domande assai serie, ci torneremo sopra presto. In passato abbiamo conosciuto numerose narrazioni, tanto felici quanto illusorie: la trasparenza s’impone e subito; se esiste un progetto, sia vagliato, soprattutto prima di decidere, da lavoratori e città in un percorso di democrazia partecipata.
Ricordiamo i verbali di incontro, presentati a suo tempo come innocui incartamenti, i quali hanno incatenato invece i lavoratori, senza consultarli, e lasciato mani libere alle multinazionali: al contrario, oggi più che mai occorrono atti giuridicamente vincolanti per i privati e relative penali puntuali, stringenti ed esigibili, da stipulare con interlocutori sottoposti al controllo politico-amministrativo dello Stato, nonché alla vigilanza dei lavoratori, delle loro organizzazioni sindacali e della cittadinanza. Altrimenti, rischiamo di imbarcarci alla cieca in una nuova avventura, come è avvenuto con Rebrab e Jsw.
Non può che essere e deve essere lo Stato a elaborare il piano industriale per Piombino, con eventuali partner affidabili, in accordo con lavoratori e cittadini. E deve farlo nel quadro generale vincolante di un piano siderurgico nazionale; anche Taranto agonizza. E in questo quadro deve essere lo Stato a guidare lo stabilimento, acquisendone almeno la maggioranza decisionale della proprietà, per pilotare investimenti sostenibili, in modo che i nuovi impianti siano realizzati lontano dalla città, compreso forno elettrico e nuovo treno rotaie, con scelte che non blocchino la diversificazione produttiva del nostro territorio.
Senza l’intervento immediato, complessivo e decisionale dello Stato, Piombino muore; se anche questa volta la città dovrà contare solo macerie e prese in giro, il primo colpevole sarà il governo Meloni.
16 ottobre 2023
Coordinamento Art.1-Camping CIG

