Comunicato stampa.
Al Presidente del Consiglio Comunale di Piombino
Ai Consiglieri Comunali di Piombino
Al Presidente del Consiglio della Regione Toscana
Ai Consiglieri della Regione Toscana
E p.c. Al Presidente della Giunta della Regione Toscana
Al Sindaco del Comune di Piombino
OGGETTO: Discarica Ischia di Crociano nel Comune di Piombino Soc. Rinascenza Riprofilatura e sopralzo discariche ex ASIU e ex Lucchini
Siamo cittadini riuniti in un Comitato che da anni segue le vicende inerenti le discariche poste all’ingresso della città di Piombino, vicinissime alle abitazioni e prospicienti la via di accesso al mare, al porto e al centro città.
A Ischia di Crociano insiste una montagna di rifiuti alta oltre 30 metri, maleodorante e per questo denominata “Monte Puzzo”, si tratta della discarica ex Asiu. Accanto vi è la discarica aperta ex Lucchini, nel mezzo il cosiddetto “cono rovescio”, uno spazio destinato ad ulteriori rifiuti. Nelle vicinanze si trova la discarica ex Lucchini chiusa che a sua volta confina con una discarica abusiva formata da rifiuti siderurgici, l’area LI053aR, ancora da bonificare.
La Società Rimateria, che gestiva l’area discariche è fallita ed ora dette discariche sono in gestione dalla Società Rinascenza con un contratto di affitto che scade a settembre, mentre la proprietà rimane in capo al curatore fallimentare.
Su queste discariche vi è una relazione Arpat del 2021 (n. Prot. 01.11.07/2.230 del 07/07/2021) che denuncia possibili lacerazioni del telo di fondo (ex discarica Lucchini aperta), e molto probabilmente anche di quello della ex ASIU, mentre sottolinea che non risulta esistere il telo di fondo protettivo per la ex Lucchini chiusa!
La relazione ARPAT afferma che” con questo studio viene per la prima volta chiaramente indicata la contaminazione da percolato proveniente dalla discarica ex-Lucchini delle acque di almeno due punti di monitoraggio della falda: i piezometri SP5 e LI53…”,” …lo scenario del sito LI053aR vede aggiungersi una nuova sorgente di contaminazione. A parere di questa Agenzia è necessario che il titolare della bonifica, la soc. Rimateria, o chi la rappresenta, considerato l’attuale stato di fallimento, provveda tempestivamente ad attivarsi per aggiornare il procedimento di bonifica in corso sulla base del titolo V della parte IV del D.lgs. 152/06 e s.m.i. ed effettuare ulteriori approfondimenti per approfondire e individuare con precisione l’origine della contaminazione”.
La società che gestisce o la curatela, dunque, avrebbero dovuto far presente immediatamente al Ministero la necessità di rivedere il progetto di bonifica previsto per la sola area LI053aR comprendendo anche le discariche di Ischia di Crociano.
Anche il Consiglio Comunale con deliberazione del 17.12.2021 individuava come provvedimento immediato la necessità di inserire l’intera area discariche ALL’INTERNO DELLA TRINCEA DRENANTE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA FALDA SUPERFICIALE DEL SIN DI PIOMBINO e di farsene promotore presso ilMinistero.
Ma purtroppo ci risulta che né il gestore né la curatela si sia fatta carico di quanto sopra esposto da Arpat, né che il Ministero abbia preso in considerazione quanto deliberato dal Consiglio Comunale.
In questo contesto, quanto mai complesso ed incerto, la Società Rinascenza ha presentato alla Regione istanza di modifica della VIA (già concessa alla Soc. Rimateria per il conferimento di soli rifiuti industriali) per poter conferire rifiuti organici, sulla discarica ex-Lucchini, avendo ottenuto l’assenso dal Demanio.
Risulta singolare che sia stata inoltrata detta istanza in mancanza degli approfondimenti e delle azioni riferite dall’ARPAT e considerata la situazione ambientale delle discariche stesse.
Il progetto presentato alla Regione dalla Soc. Rinascenza Spa di riprofilatura e sopralzo della ex ASIU e ex Lucchini, per rifiuti organici, non rappresenta, a nostro avviso, una variante di poco conto al precedente progetto, ma trattasi del progetto di una nuova discarica, persino per la tipologia dei rifiuti, posta tra l’altro a meno di 500 metri dal centro abitato, in contrasto sia con le stesse disposizioni regionali che pongono detto limite degli impianti dai centri abitati sia con le previsioni urbanistiche del Comune che ha destinato quell’area a parco pubblico con l’approvazione della variante (deliberazione C.C n.100 del 16 settembre 2020 ) e del Piano Strutturale d’Area.
Per queste motivazioni riteniamo che la Regione non possa accogliere il progetto in oggetto.
Strano destino è riservato al nostro territorio, in una fase di declino industriale che tenta di riprendersi economicamente e socialmente, rivendicando produzioni industriali pulite e diversificazione.
Il nostro porto con il rigassificatore, osteggiato da gran parte della popolazione e dall’Amministrazione Comunale ci ha “regalato criticità” e grande preoccupazione per la sicurezza, per l’ambiente, per la salute e per il futuro di questo territorio. Riteniamo che, al di là di ogni accorgimento impiantistico e operativo, un impianto a rischio di incidente rilevante (decreto 105 del 2015) in un piccolo porto trafficatissimo e vicinissimo alla città, non potrà mai dare sicurezze proprio perché inserito in un sito improprio, unico al mondo.
Vi preghiamo di porre la Vostra attenzione sulla vicenda rifiuti che per noi è altrettanto problematica, basti pensare alla volontà di conferire da parte del privato, ora temporaneo gestore, ingenti quantità di rifiuti organici e di proporre, almeno in grandi linee, la possibilità di portare su questo territorio “martoriato” fanghi di depurazione, fanghi di concerie, nuovi rifiuti da abbancare.
Rivendichiamo maggior rispetto, rivendichiamo bonifiche da parte di chi ha considerato questo territorio una discarica a proprio uso e consumo senza farsi carico della successiva riqualificazione.
Ci rivolgiamo a tutti Voi rappresentanti eletti sul territorio della Toscana per un vostro interessamento.
Abbiamo inoltrato osservazioni alla Regione Toscana affinché la procedura di modifica della Valutazione di Impatto Ambientale non venga accolta, portando motivazioni tecniche che possono così essere riassunte:
-il progetto riprofilatura e ampliamento è di fatto una nuova discarica che deve essere valutata con una nuova VIA e che comunque non dovrebbe, a nostro avviso, essere accolta perché dista meno di 500 metri dai centri abitati di Colmata e Montegemoli;
-perché gli strumenti urbanistici prevedono per questo territorio riqualificazione e destinazione a verde pubblico;
-perché non possono essere autorizzati nuovi volumi laddove Arpat con proprie relazioni (del 21.7.2021) e diffide regionali a suo tempo emesse, enunciano situazioni da attenzionare sotto il profilo igienico, sanitario e ambientale;
-perché è necessario approfondire da un punto di vista ambientale ed ingegneristico lo stato delle discariche che avrebbero dovuto essere chiuse da anni, messe in sicurezza e non sopraelevate!
Ci auguriamo che tutti i Consiglieri di maggioranza e minoranza, comunali e regionali, possano dialogare e impegnarsi presso la Regione e presso il Ministero per un progetto che respinga l’arrivo di ulteriori rifiuti sul territorio e che porti invece alla bonifica dei territori.
Il Comitato Salute Pubblica Piombino Val di Cornia

