Pasta e lenticchie
“Bone le lenticchie”, disse Giovanni rivolgendosi a Elena con un tono un po’ troppo amichevole. Si conoscevano da poco tempo, forse sei o sette mesi, ma non erano mai arrivati a questo tipo d’intesa.
Lui era un omino tutto sulle sue, mentre Elena una donna più vivace e sfrontata, ma sentire quell’apprezzamento delle lenticchie in modo così diretto le sembrò quasi una richiesta di intimità.
Anche lei apprezzava, a modo suo, quel legume, ma ritrovarsi coprotagonista di una ricetta che ne parlava le fece strano. Non seppe cosa rispondere, neppure come comportarsi, avrebbe o no preparato questa ricetta, ne avrebbe magari parlato con le sue amiche una volta assaggiata… non seppe darsi nessuna risposta.
Passati alcuni minuti cercò di ricomporsi, si toccò i capelli in un gesto di sfida verso Giovanni che così, di punto in bianco, l’aveva messa davanti ad un suo piacere provato nel mangiare le lenticchie.
Elena si rassegnò, smise di essere una che suo malgrado era entrata nella ricetta di Marco su come si prepara la pasta con le lenticchie, ma non le restò che leggerla e riproporsi di provarla, una volta arriva a casa.
La pasta con le lenticchie è buona preparata così: si prende un barattolo di lenticchie, si rovescia tutto in una pentola dove, poco prima, avremo fatto un leggero e veloce soffrittino in un filo o due d’olio. Poi il barattolo diventa un misurino, perché dovrete usarlo per aggiungere due barattoli d’acqua.
Tagliate un pomodoro a pezzetti molto piccoli, aggiungete un bel cucchiaio di passata di pomodoro e salate, pepate e peperoncinate. A questo punto si mette un bel ciuffo di prezzemolo tritato e si lascia bollire il tutto per 8-10 minuti.
Possati che saranno questi 8-10 minuti calate la pasta, meglio quella mista, in quantità di circa 60-70 grammi a testa. Fate cuocere a fuoco medio, perché alla fine deve risultare un po’ asciuttina e non brodosa. Messa che l’avrete nel piatto potete aggiungerci una spolverata di pepe e un bel giro d’olio. Con un cucchiaio capiente mangiatela e poi mi direte.
Anche Elena si ritrovò, non certo per sua volontà, a tavola con davanti un piatto di pasta e lenticchie e se la mangiò di gusto, di un gusto amaro però, perché ripensando a come aveva reagito all’affermazione di Giovanni se ne rammaricò. Quella sera andò a letto prima del tempo, non lesse neppure una riga del libro che teneva sul comodino.
Passò una notte agitata e piena di sogni. In uno di questi sogni era, nientepopofimenoche, protagonista di una di quelle strampalate ricette di Marco, di quel Marco che non aveva mai conosciuto direttamente e la mattina si svegliò rasserenata sapendo che quello sarebbe stato il giorno in cui lo avrebbe visto e iniziato forse, come in cuor suo sperava, a frequentare, perché se non volendo era diventata parte della sua ricetta, tanto valeva sposarlo. Giovanni, dopo aver letto questa ricetta, non mi ha più rivolto la parola.

