CAMPIGLIA MARITTIMA – In merito alle recenti dichiarazioni diffuse circa la commemorazione svoltasi il 4 Novembre a Venturina Terme, si ritiene doveroso precisare che le Autorità erano edotte con largo anticipo delle mie intenzioni di partecipazione, svoltasi nel più rigoroso ossequio alle disposizioni di Pubblica Sicurezza.
A riprova della massima lealtà formale e del rigoroso rispetto per gli enti preposti, lo scrivente aveva provveduto a inviare in data 22 Ottobre 2026 (così come per le celebrazioni del 4 Novembre dell’ anno 2025) una formale comunicazione preventiva indirizzata alle Autorità competenti, nella quale si specificava testualmente nel punto 1:
«1) Comunicazione preventiva circa la presenza di vessillo storico e decoro istituzionale […] Il sottoscritto segnala che presenzierà alle celebrazioni recando la Bandiera storica del Regno d’Italia (Tricolore con Stemma Sabaudo), quale puro presidio di rievocazione storica e omaggio ai Caduti che sotto quel simbolo combatterono. Si specifica sin d’ora che tale presenza avverrà a titolo strettamente personale, al di fuori dello spazio ufficiale riservato al cerimoniale delle Autorità, e nel rigoroso e incondizionato rispetto di qualsiasi disposizione, prescrizione o posizionamento che le Autorità di Pubblica Sicurezza ritenessero di impartire ai sensi della normativa vigente.»
Si precisa inoltre, sul piano squisitamente filologico e storico, che il vessillo esposto è la Bandiera del Regno d’Italia e non del “Regno Italico”.
Tale simbolo rappresenta la continuità dello Stato sotto il quale centinaia di migliaia di giovani italiani prestarono il proprio solenne giuramento di fedeltà alla Sacra Patria e a Sua Maestà il Re d’Italia.
Lo svolgimento della celebrazione civica e il ricordo dell’Eroe Regio Carabiniere, Fulvio Sbarretti, ha visto, nella mattinata del 4 Novembre (data della ricorrenza ufficiale), una composta e spontanea partecipazione civica.
Alle ore 10:30, cittadini e rappresentanti della comunità si sono ritrovati davanti al busto in Largo Sbarretti per dedicare un solenne omaggio e momento di raccoglimento al Regio Carabiniere, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Nell’agosto del 1944 a Fiesole, il giovanissimo Regio Carabiniere Sbarretti scelse, insieme ai suoi commilitoni della Regia Arma Alberto La Rocca e Vittorio Marandola (i celebri Martiri di Fiesole), di consegnarsi alle truppe di occupazione per salvare la vita di dieci innocenti cittadini presi in ostaggio. Conscio del proprio destino, affrontò il plotone di esecuzione compiendo il gesto supremo del dovere e dell’amore per la Patria.
La cerimonia ha visto la presenza di cittadini, dei rappresentanti dell’AVIS Comunale di Campiglia Marittima, dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Campiglia Marittima, unitamente al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Venturina Terme. Il momento di memoria è stato suggellato dalla benedizione impartita dal Reverendo Sacerdote Don Clinton in suffragio di tutti i Caduti.
Presenziare a questo momento portando il Tricolore con lo Stemma Sabaudo ha rappresentato un puro atto di aderenza e di contesto alla memoria storica, essendo lo stesso vessillo sotto il quale il Regio Carabiniere Sbarretti e i caduti della Prima Guerra Mondiale, i Regi militari italiani, giurarono fedeltà sotto Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III.
È stata inoltre l’occasione per rivolgere il pensiero al proprio compianto nonno, servitore della Regia Arma, e agli avi e antenati che hanno servito nelle forze militari Regie della Sacra Patria.
Una riflessione di pura logica organizzativa sui cerimoniali istituzionali:
La recente Legge 1° marzo 2024, n. 27 ha riaffermato solennemente il 4 Novembre quale “Giornata nazionale dell’Unità nazionale e delle Forze armate”, conferendo a questa data pari dignità e rilievo istituzionale rispetto alle altre grandi ricorrenze della nostra Nazione.
Osservando tuttavia i calendari adottati da alcune Amministrazioni locali, laddove le celebrazioni ufficiali vengono talvolta anticipate o posticipate rispetto alla data canonica, sorge spontanea una riflessione:
-Se lo Stato eleva una ricorrenza a solennità nazionale, la flessibilità dei calendari locali non rischia forse di indebolirne la percezione e il valore identitario agli occhi della comunità? Seguendo questo approccio organizzativo, ci si dovrà forse aspettare in futuro di veder posticipare o anticipare festività nazionali al pari del 4 novembre, per esempio, al 23 aprile il 25 aprile o al 5 giugno il 2 giugno?
A mio parere rimane fermo il principio che i cittadini italiani possano spontaneamente e liberamente decidere di ritrovarsi, finanche recando simboli e reperti coevi all’evento celebrato, senza recare alcuna forma di disordine, di oltraggio o danni, nell’esatto giorno ufficialmente stabilito dalle leggi italiane.
Conte della Daunia
Don Carlo Mammarella

