Cia Etruria: “Il supporto al Bio non può diventare facoltativo”

CIA ETRURIA: IL SUPPORTO AL BIO NON PU0’ DIVENTARE FACOLTATIVO

 TOSCANA – Per quanto possa sembrare una contraddizione in termini, in un mondo in cui si incoraggia giustamente a cercare la qualità e la sostenibilità ambientale oltre alla sicurezza e freschezza di ciò che portiamo a tavola, presto l’agricoltura biologica potrebbe essere messa a dura prova. Colpa del Consiglio dell’Unione Europea reo di aver preso la decisione di rendere facoltativo il supporto alla conversione e mantenimento dell’agricoltura bio. In pratica, nella futura

Pac post 2027 non sarà più obbligatorio sostenere il biologico, scelta che verrà quindi delegata ai singoli Stati membri. Una criticità non indifferente che, qualora diventasse definitiva, porrebbe gli agricoltori nelle condizioni di non essere più in grado di prevedere con certezza su quali e quanti fondi contare.

 

“Si tratta di un grande problema per quelle aziende che hanno investito o che intendono investire sulla transizione agroecologica o che intendono diventare biologiche- dice Cinzia Pagni, Cia Etruria- inoltre l’agricoltura bio è di fondamentale importanza per le aziende che, ubicate nelle aree interne, trovano in questo tipo di agricoltura una maggior fonte di sostentamento, specie in un momento come quello che stiamo attraversando particolarmente critico per il comprato agricolo”.