San Vincenzo, Cosimi: “L’accoglienza funziona solo se c’è un progetto”

SAN VINCENZO – L’ACCOGLIENZA FUNZIONA SOLO SE C’È UN PROGETTO

​La vera solidarietà rifugge il mero assistenzialismo e si dimostra con la progettualità, il pragmatismo e il rispetto delle regole.

La solidarietà non può ridursi a dire “sì” o “no” a una struttura, ma deve tradursi in un progetto concreto e governato.

Il dramma della guerra in Ucraina, un conflitto che si consuma alle porte dell’Europa, ci richiama a responsabilità ineludibili. Di fronte a un popolo che resiste per difendere la propria sovranità e libertà, l’accoglienza rappresenta un dovere morale e istituzionale.

​Eppure, a San Vincenzo stiamo assistendo a una reazione paradossale: barricate alzate contro l’arrivo dei profughi all’ex hotel Santa Caterina, lamentando il rischio di degrado e l’impatto sui progetti del quartiere.

​Chi amministra, però, ha il dovere di governare i fenomeni con autorevolezza, non di respingerli per la palese incapacità di gestirli.

​Io credo in una visione profondamente diversa, pragmatica e liberale. Per me, una persona che arriva sul nostro territorio non deve trasformarsi in “peso” assistenziale da mantenere, ma in un individuo con delle potenzialità da valorizzare attraverso il merito. Queste persone, motivate dal desiderio di ricostruirsi una vita, possono rappresentare una risorsa di capitale umano per il nostro tessuto economico.

Penso in particolare al nostro settore turistico e ricettivo, asse portante dell’economia di San Vincenzo: con la giusta formazione, i profughi ucraini possono inserirsi come forza lavoro qualificata e motivata in un comparto che spesso fatica a trovare personale stabile. Non persone da assistere passivamente, ma cittadini attivi che lavorano, producono e contribuiscono alla nostra ricchezza.

Sono persone che possono studiare, lavorare, contribuire e costruirsi un futuro. Ma l’integrazione, quella vera, non si fa parcheggiando le persone in vecchie strutture in attesa degli eventi, sperperando risorse.

L’accoglienza funziona solo se c’è un progetto e se si fonda sui doveri, oltre che sui diritti.
​Dobbiamo inserire chi arriva nel nostro circuito lavorativo, fornendo gli strumenti per essere indipendenti e utili alla comunità.

Dobbiamo inserire chi arriva nel nostro circuito lavorativo turistico e dei servizi, investendo in una formazione rigorosa e mirata:

Insegnare la lingua italiana, requisito minimo per lavorare.
Trasmettere i valori e i doveri inderogabili della nostra Costituzione.
Garantire corsi specifici sulla sicurezza sul lavoro e competenze per l’ospitalità turistica.

​Allo stesso tempo, un’amministrazione seria sa che per accogliere bene a San Vincenzo bisogna tutelare al massimo gli equilibri di tutta la comunità. Per questo, l’accoglienza deve poggiare su 4 pilastri non negoziabili:
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Sicurezza e Legalità: Garantire la tranquillità e il decoro urbano per tutti, con tolleranza zero verso qualsiasi forma di marginalizzazione, illegalità o tensione sociale.

Servizi Pubblici: Potenziare concretamente i presidi sanitari e di assistenza, affinché i nuovi arrivi non si traducano mai in sovraccarichi o disservizi per i nostri cittadini residenti, che pagano le tasse.

Il tema della Casa: Superare la logica dei centri temporanei, chiarendo però un principio netto: le politiche abitative devono partire in primis dal dare risposte alle necessità in essere delle nostre famiglie e dei nostri giovani sanvincenzini, per poi favorire l’inserimento di chi viene a lavorare onestamente nella nostra comunità.

Controllo e Rendicontazione: L’accoglienza non deve mai trasformarsi in un “business” opaco. Esigiamo trasparenza totale su ogni euro pubblico speso, verifiche costanti sulle presenze e una rigorosa rendicontazione dei risultati dei progetti di integrazione e inserimento lavorativo.

Un piano che deve partire in primis dal dare risposte alle necessità in essere delle nostre famiglie e dei nostri giovani, per poi estendersi a un inserimento diffuso e dignitoso di chi viene ad arricchire la nostra comunità.

Una società forte, aperta e libera non si chiude a riccio davanti alle sfide. Le affronta con serietà, esidendo il rispetto di regole chiare e trasformando l’emergenza in una opportunità di sviluppo economico. Se non lavoriamo in questo senso, sottrarre una struttura come questa vicino al mare e al centro al turismo, può rappresentare un grande limite per l’identità turistica del nostro paese.

In sostanza, la vera solidarietà si realizza con capacità gestionale: la progettualità, il pragmatismo, il lavoro, il rigore, il controllo e la rendicontazione costante ai cittadini di San Vincenzo, non con la propaganda del semplice “no”.

​Luca Cosimi