Piombino: indetto sciopero generale il 30 ottobre

PIOMBINO – 30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE

PIOMBINO NON VIVE DI PROMESSE, I LAVORATORI NON POSSONO PIÙ ASPETTARE!

USB PIOMBINO: BASTA ANNUNCI, BASTA TAVOLI INUTILI, SERVONO INVESTIMENTI REALI, SALARI DIGNITOSI E GARANZIE OCCUPAZIONALI!

Il 30 ottobre è sciopero generale. Uno sciopero che nasce dalla rabbia e dalla stanchezza di lavoratrici e lavoratori che da anni assistono a grandi annunci, progetti miliardari, accordi e memorandum firmati nei ministeri, mentre la realtà degli stabilimenti e dei territori continua a essere fatta di incertezza, ammortizzatori sociali, perdita del potere d’acquisto e prospettive occupazionali sempre più fragili.

BASTA CON I GRANDI ANNUNCI. BASTA CON LE RIUNIONI FIUME. BASTA CON I TAVOLI ISTITUZIONALI CHE NON PRODUCONO RISULTATI CONCRETI.

Piombino è diventata il simbolo di una crisi industriale che la politica continua a raccontare attraverso promesse e operazioni di rilancio, senza riuscire a garantire una prospettiva certa a chi vive del proprio lavoro.

Il progetto Metinvest-Danieli, annunciato come una grande opportunità di rilancio siderurgico da miliardi di euro, rimane condizionato da difficoltà economiche, geopolitiche e industriali, oltre che dalla ricerca di partner e investitori. Nel frattempo, il peso dell’attesa ricade sui lavoratori, costretti a fare i conti con l’incertezza del futuro e con il rischio concreto di vedere ancora una volta rinviata la ripartenza produttiva.

Sul fronte JSW/Jindal, tra passaggi societari, varianti urbanistiche e prospettive di revamping degli impianti, continuano a mancare quelle certezze industriali e occupazionali che il territorio aspetta da troppo tempo. Anche qui, non bastano dichiarazioni d’intenti: servono investimenti verificabili, tempi certi, impianti funzionanti e occupazione stabile.

E che dire del rigassificatore? Presentato come una necessità strategica nazionale e come una grande opportunità per il territorio, non ha prodotto la svolta occupazionale promessa né ha risolto il problema del costo dell’energia per lavoratori, famiglie e sistema produttivo locale. Piombino ha sostenuto sacrifici in nome di un interesse nazionale che non può tradursi nell’ennesima promessa senza ricadute concrete per chi abita e lavora in questo territorio.

Non accettiamo che Piombino venga trattata come una periferia industriale da tenere buona con qualche annuncio e una nuova convocazione ministeriale.

La crisi di Piombino non è un caso isolato. È il riflesso di una crisi strutturale che attraversa la siderurgia, la metallurgia e l’intera manifattura italiana. Anni di privatizzazioni, dismissioni, assenza di una politica industriale pubblica e subordinazione delle scelte strategiche agli interessi dei grandi gruppi hanno lasciato interi territori appesi alle decisioni di soggetti privati, spesso incapaci o indisponibili a garantire un reale futuro produttivo.

Quando gli investimenti vengono rinviati, quando i progetti restano sulla carta e quando gli accordi non si traducono in produzione e occupazione, non sono gli amministratori, i manager o i rappresentanti istituzionali a pagare il prezzo più alto. A pagarlo sono i lavoratori, le loro famiglie e un territorio che rischia di perdere competenze, capacità produttiva e futuro.

A tutto questo si aggiunge il carovita. Aumentano i costi dell’energia, dei carburanti, degli affitti e dei beni di prima necessità, mentre i salari non tengono il passo e il potere d’acquisto continua a essere eroso. La guerra, il riarmo e la crisi economica internazionale alimentano un modello in cui si trovano risorse per le spese militari, ma si continua a chiedere sacrifici a chi lavora e a chi vive del proprio salario.

Per USB la questione è politica e riguarda le priorità del Paese: le risorse devono andare al lavoro, ai salari, alla sicurezza, ai servizi pubblici e al rilancio industriale, non all’economia di guerra e alla tutela dei profitti.

Il 30 ottobre scioperiamo anche contro questo modello. Scioperiamo perché non possiamo continuare a lavorare con salari insufficienti, a vivere nell’incertezza occupazionale e ad assistere alla distruzione della capacità industriale del Paese. Scioperiamo perché il futuro di Piombino non può dipendere da promesse ripetute all’infinito e da investimenti privati che non si concretizzano.

USB rivendica una vera politica industriale pubblica, il controllo pubblico dei settori strategici, investimenti certi e vincolanti, la difesa dell’occupazione e dei salari, la tutela della sicurezza e dell’ambiente. Rivendica garanzie concrete per tutti i lavoratori coinvolti nelle crisi industriali e un percorso di rilancio che non lasci indietro nessuno.

Non servono altri annunci. Non servono altre passerelle istituzionali. Servono risposte, responsabilità e fatti.

IL 30 OTTOBRE È SCIOPERO GENERALE!

PER I SALARI, CONTRO IL CAROVITA, CONTRO LA GUERRA E IL RIARMO, PER IL LAVORO E PER IL FUTURO INDUSTRIALE DI PIOMBINO!

USB