“Le ricette di Marco Formaioni”: Polpette di verdure, Artusi e Fibonacci

Polpette di verdure, Artusi e Fibonacci

La cosa fondamentale quando si fanno le polpette di verdure, ma vale anche per le frittelle, è che siano precisamente divisibili per i commensali. Altro che regole scaramantiche sui 13 a tavola (siamo nell’anno domine 2026, anni luce lontani dagli anni bui delle credenze popolari!) e oggi vale solo il forte individualismo sul consumo equo dei cibi a tavola: “Tanti ne ho io nel piatto, tanti devi averne te: non uno di più, non uno di meno. Chiaro?”.

Quindi se siete a tavola in 2 i numeri primi non funzionano (un numero primo è un numero intero positivo maggiore di 1 che è divisibile per 1 e per sé stesso; ma il numero 2 è l’unico numero primo pari: tutti gli altri numeri pari sono divisibili per 2 e quindi sono numeri composti (avete capito? io no).

I numeri primi in una ricetta?! In una ricetta i primi sono i primi, i secondi i secondi ecc. pochi discorsi.
Sto allungando la presentazione di questa ricetta, perché oggi avevo tanto tempo libero e prima di preparare ‘ste polpette di verdure mi sono seduto sul divano a scrivere questa ricetta e il tempo è volato.

Ma ricette così le avevate mai lette? Neppure il dottor Pellegrino Artusi si è mai perso tanto in discorsi e lui le ricette non solo le ha scritte, trascritte, raccolte e pubblicate per la prima volta (1891) creando una scienza in cucina, ma all’epoca era uso disquisire abbondantemente in un italiano più lirico e migliore del mio. Divisione di polpette, numeri primi e adesso l’Artusi… il problema è che questo divano è comodo e fa piacere poltrirci facendo incetta di parole, ma la ricetta incombe (incetta / ricetta… ma come mi vengono?).

Insomma, le dosi sono per 2 persone.

Quindi 200 grammi tra patate, carote e zucchine, grattugiate. Salate e pepate. Aggiungete 30 grammi di farina e 15 di pangrattato. Girate e rigirate e impastate con le mani. Fate poi delle pallette in numero pari. In una padella mettete dell’olio di semi (fate voi per la quantità) e quando è caldo metteteci le polpette (pari) schiacciate ai poli e fatele cuocere rigirandole spesso. Levatele e disponetele in un piatto con un foglio di carta assorbente.

Quando il foglio di carta assorbente avrà fatto il suo dovere di assorbire un po’ d’olio dalle polpette le mettete in tavola tra voi 2 e se l’amore, il rispetto, l’intesa che c’è tra di voi come tra di noi e il numero di polpette è giusto (pari) non resta che mangiarle in piena armonia.

Che non vi venga in mente di invitare 1 conoscente, oppure 3 conoscenti o peggio 5 conoscenti (o quanta gente conoscete?) perché la regola del numero pari si perde come lacrime nella pioggia… a quel punto dovrete tirare fuori la tavola pitagorica e fare calcoli difficili per trovare quante polpette preparare perché per ogni conoscente più voi 2 abbiate nel piatto lo stesso numero di polpette.

Accidenti com’è comodo questo divano: quasi quasi mi alzo e mi preparo il numero che mi pare di polpette, solo per me… forse… chissà… magari… no via, adesso schiaccio un pisolino e spero di sognare Leonardo Fibonacci che mangia le mie polpette di verdure, mentre chiacchiera del più e del meno con l’Artusi della sua ricetta 314 in cui, però, le polpette sono di carne e quindi non adatte ai vegetariani.

Ma Fibonacci era o no vegetariano? Comincio a dare i numeri… primi, secondi, terzi, quarti, dolce e caffè. Buonanotte.