“In Val di Cornia, il caro vita dilagante aggrava una situazione già drammatica”

PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA
Il caro vita impedisce oggi a milioni di persone di vivere una vita minimamente decente e diventa sempre più grave.

Lavoratori con salari poveri (ormai la maggioranza dei dipendenti), disoccupati, lavoratori precari, donne con part time imposto, pensionati a basso reddito e molti altri devono rinunciare a tutto, non solo a curarsi ma anche a nutrirsi in modo adeguato.

Per non parlare dei lavoratori in nero dell’economia sommersa: secondo Censis e Confcooperative, 2.725.000 persone supersfruttate, anche a 2 euro l’ora; molti immigrati; molti infortuni. Un altro, recentissimo dato statistico, fra i tanti simili: Irpet riferisce che il 37% degli addetti del turismo in Toscana vive al di sotto della soglia di povertà.

Tutto questo, mentre cresce senza sosta il divario tra i pochi che hanno fin troppo e chi ha riscoperto cosa sia la povertà.

Oggi si misura pure che cosa significhi non disporre più della tutela della scala mobile.

In Val di Cornia, il caro vita dilagante aggrava una situazione già drammatica, dovuta in buona parte alla crisi siderurgica che da più di un decennio sta sconvolgendo il nostro territorio.

Non a caso Piombino da anni è stata classificata come area di crisi complessa: migliaia di posti persi, altrettanti a forte rischio, centinaia di lavoratori in cig da oltre 10 anni, calo del reddito complessivo, decine di negozi chiusi o vicini alla chiusura; intanto, deperiscono servizi essenziali come l’ospedale.

Siamo arrivati al punto in cui molti sono costretti ad indebitarsi anche solo per acquistare i beni alimentari necessari per tirare avanti.

Pagare le bollette o curarsi sono diventati per tanti un lusso che non possono più permettersi. Mandare un figlio all’università sembra fantascienza. Così la vita non ha più nessuna dignità. Adesso basta!

Perciò il Camping CIG rivolge un appello tutte le forze sindacali locali affinché venga promossa una crescente, grande mobilitazione territoriale contro l’aumento vertiginoso dei prezzi e dei servizi. Dopo quella Cgil a Livorno del 3 ottobre, proponiamo che la mobilitazione locale si concluda con uno sciopero generale di tutto il territorio e una grande manifestazione della val di Cornia.

La mobilitazione dovrebbe avere lo scopo di sollecitare una reazione popolare a livello nazionale per costringere il governo a prendere i provvedimenti adeguati: a cominciare dalla riduzione delle spese militari e da un’imposta sui patrimoni dei ricconi, in modo da reperire le risorse in favore di sanità e scuola pubbliche, per ridurre le tariffe e aumentare i sostegni in favore dei bassi redditi.

Allo stesso scopo, è ora di chiedere anche alle istituzioni locali piani di intervento per ridurre in modo radicale il costo dei servizi e delle tasse locali per i soggetti deboli.
Acciaio sì, ma non per la guerra.

Coordinamento Art.1-Camping CIG