Corso Italia: “Il tentativo di rigirare la frittata non funziona”

PIOMBINO – CORSO ITALIA: IL TENTATIVO DI RIGIRARE LA FRITTATA NON FUNZIONA.

Tra le tecniche della comunicazione ce n’è una che serve per trasformare una cosa fatta chiaramente male, in una fatta bene, sperando che nessuno se ne accorga. Insomma, in parole povere, si direbbe rigirare la frittata a proprio favore.

È il caso di Corso Italia. Dove, dopo mesi di silenzio e dopo un nostro intervento che sollevava il problema del ritardo negli aiuti promessi commercianti, ora l’Amministrazione ci dice che nel bilancio 2027 gli aiuti ci saranno, e che ci stanno lavorando giorno e notte.

Viene voglia anche a voi di fargli un applauso, vero?

No, perché:
1. Dopo 13 mesi dall’inizio dei lavori (1 settembre 2025)
2. Dopo la nostra proposta del febbraio 2026 che chiedeva l’istituzione di un fondo di 200mila euro per gli aiuto ai commercianti, bocciata dalla maggioranza.
3. Dopo che a marzo 2026 l’allora assessora Sabrina Nigro aveva annunciato ristori pari al valore di un anno di TARI e che l’intervento sarebbe stato tempestivo, veloce, per ridurre al minimo i disagi economici dei commercianti.
4. Dopo che la stessa ex assessore, in seguito al nostro intervento, aveva ritenuto di precisare pubblicamente che il suo non era affatto un annuncio e che, prima di dimettersi ad aprile, lei aveva lasciato sostanzialmente tutto pronto e non capiva, dunque, cosa fosse successo.
5. Dopo che l’amministrazione si era dovuta difendere, sconfessando l’assessore e dicendo che il lavoro era complesso e lungo, come se poi in Italia non esistessero decine di esempi di Comuni che hanno gestito situazioni simili e che hanno regolamenti e avvisi per fare domanda già pronti. Ma, si sa, noi qui siamo più bravi e dunque si fa tutto da soli, che vuoi che siano 6 mesi in più o in meno.
6. Infine, dopo che uno pensa che se prometti un ristoro e ci lavori lo fai per l’anno in corso, non per l’anno dopo.

Ecco qua, signori, rullo di tamburi, a ottobre 2026, la promessa di un bell’aiuto di cui non si sa nemmeno il valore economico, nientepopo’dimenoche per l’anno 2027!

E poi, attenzione, ci dicono che il cantiere dura 22 mesi e che non tutti hanno subito lo stesso disagio.

Quindi? Che vuol dire?

Che i commercianti dovranno aspettare la fine del cantiere, dunque almeno altri 9 mesi per avere l’aiuto promesso? E che, se non tutti hanno subito gli stessi disagi, questo aiuto non sarà uguale per tutti?

Sapete che c’è?

A me in giro non mi ci prendete, e non solo a me.

Potete scriverne 100 di comunicati trionfalistici.

La frittata non si può rigirare e questa vicenda è l’ennesima gestita con i piedi.

Promettere un ristoro a marzo 2026 per darlo, se va bene, entro l’anno successivo significa non considerare una priorità la situazione dei commercianti di Corso Italia.

E, lo so, sono presuntuosa ma è quello che penso, se non fossimo intervenuti noi a sollevare il problema, ne sarebbero passare altri 6 di mesi prima di arrivare a qualcosa. Perchè qualcosa dovranno fare per non perdere del tutto la faccia, ma sarà tardivo, insufficiente e penso nemmeno tanto equo.

Chi vivrà, vedrà.

Dal post Facebook di Martina Pietrelli