“Biglietti per Piombino”: Le foglie morte in Piazza Dante

Di Gordiano Lupi.

Le foglie morte in Piazza Dante

 

Non cadono,
girano.

Lo scirocco le ha prese,
le infuria,
un mulinello basso, crepitante,
che sconvolge pensieri, li scompiglia,
li porta via come carte.

Compassione e dolore,
tra foglia e foglia.
Niente di più.

I lampioni vecchi –
quelli di sempre –
oscillano un poco, di giallo.
E il palazzo liberty,
lo conosci bene,
dove andavi a scuola.
Le finestre chiuse.
L’intonaco che si sfoglia,
anche lui,
come una foglia.

Allora –
quasi niente, un niente –
mio nonno,
d’improvviso,
giacca a tracolla,
berretto calcato,
mezzo toscano spento
tra le dita.

Mi guarda,
o forse guarda le foglie.
“A Piombino non fa freddo”,
sussurra,
“non è la mia Seggiano”.
Lo dice piano, per non disturbare,
per non svegliare le foglie.

E poi i passi,
i passi delle donne
sulle foglie morte,
scricchiolano.

Non è il rumore delle foglie,
è dolore, che scricchiola,
un dolore secco, calpestato.
Panorama perfetto, pensi,
perfetto
per una città in abbandono.

E lo scirocco continua.
E le foglie non trovano pace.