PIOMBINO – 𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐢𝐧 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
𝐀𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞! 𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞.
In questi giorni stanno arrivando ai cittadini piombinesi gli avvisi TARI e, ancora una volta, l’importo aumenta.
Non vogliamo fare demagogia: la tariffa deve coprire il costo del servizio previsto dal Piano Economico Finzanziario dell’ATO Toscana Sud e fatturato da SEI Toscana. Sappiamo che una parte degli aumenti dipende da fattori che il Comune non controlla direttamente, come rinnovi contrattuali, carburante e difficoltà degli impianti di smaltimento.
Ma questo non significa che l’Amministrazione non abbia margini di intervento. Non condividiamo quindi l’idea che, come sostiene Petraroja, l’aumento sia semplicemente qualcosa che “fa ARERA”. L’Amministrazione è lì per governare, non per limitarsi a indicare responsabilità di altri.
Per questo chiediamo almeno quattro interventi.
Primo: più lotta all’evasione TARI, anche utilizzando strumenti di intelligenza artificiale per l’incrocio delle banche dati, per aiutare gli uffici già oberati. E le somme recuperate devono essere usate per alleggerire la quota dei cittadini in regola.
Secondo: verificare il PEF, voce per voce. Non tutti i costi sono incomprimibili, ma altre voci derivano da scelte del Comune e su quelle di può intervenire.
Terzo: utilizzare l’imposta di soggiorno per abbassare la TARI. A Piombino viene applicata per soli quattro mesi l’anno, ma va valutata l’estensione del periodo di applicazione. Durante la stagione turistica, infatti, aumentano raccolta dei rifiuti e pulizia di spiagge e spazi pubblici: è ragionevole che una parte di questi costi sia sostenuta anche da chi genera quel flusso, non soltanto dai residenti.
Quarto: essere presenti dove si decide. Dal 2022 a marzo 2026 Piombino ha partecipato a 5 riunioni su 22 dell’ambito. Se lì si decidono strategie che incidono sul servizio e sui costi della TARI, il Comune deve esserci.
Resta infine il rapporto tra costi e qualità del servizio. La TARI aumenta, ma il servizio continua a presentare criticità. Nel frattempo sono stati acquistati cassonetti «intelligenti», presentati anche come strumento per la tariffa puntuale, con costi finiti nel PEF.
Se abbiamo pagato un sistema pensato per la tariffa puntuale, perché la tariffa puntuale non è mai partita?
Chiediamo alla Giunta di rendere pubblico quanto è stato speso per acquisto e manutenzione dei cassonetti e di spiegare perché non sia stato dato seguito al progetto.
AVS Sinistra Italiana Piombino

