Suvereto: in Commissione regionale per parlare di impianti energetici da fonti rinnovabili

SUVERETO – IN COMMISSIONE REGIONALE SULLE LEGGI RELATIVE AGLI IMPIANTI ENERGETICI DA FONTI RINNOVABILI

Oggi in Regione Toscana insieme al Consorzio Suvereto Val di Cornia.

Ho avuto la possibilità di intervenire nelle commissioni congiunte seconda e quarta in audizione sulle proposte di legge 35 e 40 in materia di aree idonee alla realizzazione di impianti da energia rinnovabili e semplificazione dei regimi amministrativi.

Suvereto e la Val di Cornia non sono contrari alla transizione energetica, riconoscono l’urgenza di produrre energia pulita e di contribuire alla decarbonizzazione.

La transizione non può però essere lasciata alle dinamiche del mercato né a una sommatoria di progetti privati scollegati tra loro: deve essere pianificata, regolata e condivisa con i territori.

E’ inaccettabile la concentrazione di impianti, infrastrutture e sistemi di accumulo in alcune aree.
È necessario valutare l’impatto cumulativo di tutti i progetti, non solo quello dei singoli progetti, per evitare la progressiva industrializzazione delle campagne e la perdita di valore di paesaggio, agricoltura e turismo.

Sono possibili modifiche alle leggi regionali:
stabilire una gerarchia delle aree idonee*; includere nel computo del consumo di suolo anche le infrastrutture energetiche oltre che gli impianti; impedire il frazionamento artificioso dei progetti; rafforzare il ruolo dei Comuni nella scelta delle aree preferenziali; introdurre criteri più rigorosi contro la concentrazione degli impianti; ampliare le fasce di rispetto per i BESS, tutelando vigneti, oliveti e colture permanenti.

La Regione, però, va detto, non può agire da sola: molte norme dipendono dal livello nazionale.
Per questo chiediamo una forte azione politica: una cabina di regia tra Regione, MASE, Terna e gli enti locali, per pianificare le infrastrutture prima dei progetti, definire i corridoi meno impattanti e distribuire equamente gli interventi.

La vera sfida non è decidere se fare la transizione energetica, ma come farla, in modo giusto, ordinato e rispettoso dei territori.
*Prima le aree industriali, artigianali, le grandi aree commerciali, le discariche e le aree dimesse e da riqualificare.
Riempiamo quelle di impianti green e tuteliamo le nostre campagne!

Sì alle rinnovabili, ma con regole, pianificazione e tutela della nostra campagna e della nostra Toscana.