Ceci in zimino o zimino di ceci
Il dubbio per il nome della ricetta è quasi amletico. Prima c’è lo zimino, però. Trattasi di una preparazione che a noi arriva della Liguria, della Sardegna e della nostra Toscana, una ricetta a base soprattutto di bietole e, come ingredienti principali, i ceci o i fagioli (per i vegetariani).
Per chi crede che dai paesi in lingua araba arrivino solo persone da sfruttare per la raccolta di frutta e verdura, da quei posti è arrivata tantissima cucina e tantissime ricette che poi sono diventate tipiche italiane.
Tra queste lo “zamir”, che vuol dire denso e oleoso, da cui origina il nome zimino. I ceci, invece, ci arrivano dall’Asia occidentale (Turchia, Iran e Iraq) e così tutta questa grande cultura della cucina italiana resta solo nella mente delle persone meno inclusive e soprattutto un pochetto più ignoranti.
Ma insomma, questi ceci in zimino (o zimino di ceci) ci vuoi dire come si preparano? Bene, tranquilli, arriva anche la ricetta, così a pancia piena vi placate… Per 2 persone (in questo caso io e mia moglie) prendete 200 grammi di ceci già cotti e metteteli in una pentola dove avrete fatto soffriggere il soffritto di 80 grammi di cipolla, 40 di carote e 40 di sedano in un doppio filo d’olio.
Dopo aver aggiunto un mestolo di passata di pomodoro fate cuocere a fuoco medio per 5 minuti. Non ve lo avevo ancora detto, ma servono anche 150 grammi di bietole già lessate e strizzate bene che andranno aggiunte, dopo averle ben tagliate, insieme ai ceci e al resto della passata di pomodoro (in totale ve ne servono 250 grammi).
Adesso prendete il libro che state leggendo in poltrona o la sera a letto o in bagno (perché voglio sperare che leggerete i libri…) e aspettate 30 minuti che intanto quello che c’è nella pentola sta cuocendo. Se serve acqua la potete aggiungere, salate e pepate a piacimento.
Siamo quasi alla fine, siamo all’impiattamento: tostate un bella fetta di pane sciocco e mettetela nel piatto poi (non ve lo aspettavate eh) versate lo zimino di ceci (o ceci in zimino) sopra la fetta di pane e dentro il piatto.
Non crediate di aver finito, adesso non dovete far altro che, presa in mano la forchetta, mangiare questo piatto che risulterà veramente buono… per me e mia moglie lo è, quindi lo sarà anche per voi. Un’ultimissima cosa: buon appetito!

