PIOMBINO – Giacomo Guerrieri con un post su Facebook racconta la sua esperienza nei fondali di Baratti e pone una domanda…
“Da un po’ di tempo, approfittando della vicinanza da casa e della logistica degli amici di Baratti Diving, mi sto immergendo con discreta regolarità nel Golfo di Baratti, in particolare sul punto d’immersione chiamato “La Strada”.
È un’immersione che, nonostante la sua semplicità (circa 25 metri di profondità e una visibilità generalmente buona), mi è sempre piaciuta per la varietà di incontri che può regalare e per la presenza di un piccolo relitto che aggiunge sempre un fascino particolare all’immersione.
A poche centinaia di metri si trovano inoltre due dolia.
Per chi non lo sapesse, erano i grandi container utilizzati dagli Etruschi per trasportare merci a bordo delle loro imbarcazioni.
Insomma, una vera figata: un pezzo di storia sommerso nel nostro mare.
Purtroppo quest’area è attualmente interdetta per preservare questi reperti e, di conseguenza, anche le immersioni sono vietate.
Ci tengo quindi a precisare che le foto pubblicate dei dolia sono immagini d’archivio, scattate quando il diving aveva ancora le necessarie autorizzazioni, mentre le foto della Strada sono recenti.
E allora vi chiedo: con le opportune restrizioni, controlli e regole, non è un peccato che un patrimonio del genere sia completamente precluso?
Non sarebbe possibile autorizzare alcuni diving qualificati ad accompagnare subacquei e turisti alla scoperta di questi reperti, trasformando la tutela in un’opportunità di valorizzazione?
Chissà, magari il nuovo DDL sulla valorizzazione del mare riuscirà anche a guardare in questa direzione.
Sarebbe bello se, oltre a introdurre nuovi obblighi – alcuni condivisibili, altri più discutibili – riuscisse anche ad aprire nuove opportunità. Opportunità per far conoscere, vivere e valorizzare il nostro patrimonio sommerso e per sostenere un settore di nicchia che, oltre a far sognare migliaia di subacquei, dà lavoro a tante persone e alle loro famiglie.
Perché, in fondo, valorizzare il mare significa anche questo”.

