Coppola: “Tutto si è svolto con ordine e nel pieno rispetto della cerimonia”

PIOMBINO – Purtroppo oggi non ho potuto essere presente alla cerimonia celebrativa della Battaglia di Piombino, perché impegnato al lavoro.
Ho però avuto modo di partecipare, il 10 e il 12 settembre, ai due eventi organizzati dall’ANPI, portando il saluto dell’Amministrazione e condividendo una mia personale riflessione a commento degli interventi degli autorevoli relatori.
Oggi avrei voluto esserci. Avrei voluto esserci per ribadire, come ho sempre fatto, che siamo una comunità.

E oggi Piombino ha dimostrato, ancora una volta, di esserlo.

Lo ha fatto nel modo migliore: ritrovandosi insieme per ricordare una delle pagine più importanti della propria storia e per rendere omaggio a chi, l’8 e il 10 settembre del 1943, scelse di opporsi alle forze nazifasciste, contribuendo a scrivere una pagina fondativa della nostra identità democratica.

E lo ha fatto senza contrapposizioni, senza steccati e senza bisogno di scegliere tra la memoria e la vita della città.
La concomitanza tra le celebrazioni della Battaglia di Piombino e il Mercatone aveva alimentato nei giorni scorsi polemiche che lasciavano presagire chissà quali difficoltà organizzative e, soprattutto, il rischio di una mortificazione del significato della ricorrenza.

Oggi la realtà ha raccontato qualcosa di molto diverso.

Tutto si è svolto con ordine e nel pieno rispetto della cerimonia.

Il corteo ha attraversato la città, la cittadinanza ha partecipato e gli operatori del commercio hanno accolto e accompagnato, con la propria presenza, una giornata che appartiene a tutti i piombinesi.
A Confesercenti va dato atto di aver compreso che la Battaglia di Piombino è patrimonio della città intera. La scelta di mantenere l’iniziativa e, al tempo stesso, di manifestare concretamente la propria vicinanza alle celebrazioni è stata, nei fatti, una scelta di appartenenza alla comunità.
Ed è proprio questo, a mio avviso, il punto dal quale dovremmo ripartire.
Una città non è democratica soltanto quando si divide in opinioni contrapposte. È democratica soprattutto quando riesce a riconoscersi intorno a ciò che la accomuna, anche nella pluralità delle idee e delle sensibilità.
Per questo dispiace vedere che, ancora una volta, qualcuno abbia preferito trasformare una questione organizzativa in una disputa ideologica, arrivando persino a mettere in discussione la sincerità con cui una città intera avrebbe dovuto vivere la propria memoria.
La memoria, invece, non ha bisogno di essere utilizzata come una clava politica. Ha bisogno di essere custodita, studiata e trasmessa. E soprattutto ha bisogno di essere condivisa.
Piombino oggi lo ha dimostrato.
Lo ha dimostrato partecipando alla cerimonia. Lo ha dimostrato attraverso le istituzioni, le associazioni, la Banda cittadina, gli operatori economici e i tanti cittadini presenti. Lo ha dimostrato facendo convivere, senza alcuna contraddizione, il ricordo della propria storia e la vitalità della propria comunità.
Una città consapevole della propria storia, orgogliosa dei propri valori democratici e capace di guardare avanti senza trasformare ogni occasione in un pretesto per riaprire contrapposizioni ideologiche.
Il modo più adeguato di onorare la Battaglia di Piombino è riconoscerla come patrimonio comune.

Vicesindaco Luigi Coppola