“Scusi e il resto?”: considerazioni sulla “Bretellina”

PIOMBINO – “SCUSI, E IL RESTO?”

Sembra ieri che veniva inaugurata la bretellina del Gagno e invece sono passati già più di due anni.

Ricorderete tutti l’evento, a favor di telecamera, messo in piedi in fretta e furia alla vigilia delle elezioni amministrative (in cui si votava per comune e regione).

Fretta che deve esser terminata con quell’evento, visto che a distanza di più di due anni, l’“imminente” apertura del primo lotto della 398 vede invece un cantiere polveroso di cui non si vede la fine, che ha pochissima presenza di manodopera e fa scaturire dubbi sull’esistenza di una copertura finanziaria integrale dell’opera.

Ricordiamo sul tema anche un video di Giani che ribadiva l’importanza dell’opera e che la ribattezzava quale una prima opera di “compensazioni” per la presenza del rigassificatore, nonostante essa fosse attesa da almeno trent’anni.

Tornando ad oggi, leggiamo sul Tirreno un’intervista a tutto campo a Ferrari (ribattezzato Alessandro, vedi mai che cambiandogli nome migliori anche il suo operato) nel quale affronta più argomenti in poche righe (classico spot sull’operato dell’amministrazione).

Nell’intervista si arriva alla questione rigassificatore e compensazioni, e Ferrari dice chiaro di non avere la più pallida idea della volontà ufficiale del governo avente i suoi stessi vessilli, ma che è ora di arrivare a delle compensazioni che dovranno essere commisurate alla reale volontà di permanenza della nave.

Con la proroga imposta dal governo ci pare che Giani e Ferrari abbiano perso i riferimenti fondamentali sulla questione.

Primo; la nave deve trovare un’altra collocazione, perché Piombino non la vuole, perché blocca lo sviluppo, perché sono impianti che nel 2026 devono stare fuori dai porti e lontani dai centri abitati. Ogni lotta in direzione diversa da questa risulta inutile e contro la volontà popolare e li sfidiamo a dimostrarci il contrario.

Secondo; le compensazioni per la permanenza di 3 anni sono già state fissate nel 2022 in un memorandum a firma proprio di quel Giani che oggi pare essersene dimenticato. Dei 10 punti fissati nel memorandum solo di uno sappiamo per certo lo stato di avanzamento, ed è proprio la 398 che vedrà la fine alle Calende Greche. Ricordiamo che tra questi ci sono alcune misure realizzabili in maniera istantanea, quale, ad esempio, lo sconto del 50% sulle bollette energetiche.

Terzo; lo sviluppo delle industrie, necessario come il pane per il territorio, non deve essere legato al rigassificatore, non è una compensazione, ma soprattutto non è un regalo. Se succede qui, è perché ci sono una serie di condizioni favorevoli solo all’apparenza, quali la presenza di infrastrutture, bassa occupazione e un SIN ad altissimo inquinamento in cui possono dire di “non fare più danno di quanto fatto in passato”.

Ai rappresentanti del territorio:

Non vorremmo che passino i mandati, dimenticandovi degli impegni presi verso il territorio e delle promesse di lotta. Perché qui il problema non è più chiedere “e il resto?”, ma capire se, alla fine, resterà almeno la volontà di lottare per chi vi ha votato!

Collettivo Popolare Piombinese

Il testo integrale del Memorandum che doveva compensare la permanenza per i 3 anni nel nostro porto lo trovate qui:

https://wow.area.pi.cnr.it/rigassificatore-di-piombino-il-testo-integrale-del-memorandum-della-regione-toscana/