San Vincenzo: richiesta convocazione Consiglio comunale

SAN VINCENZO – “San Vincenzo, le opposizioni chiedono un Consiglio comunale straordinario per gli atti rimasti fuori dalla seduta del 29 luglio”

Tre consiglieri di minoranza del Comune di San Vincenzo hanno protocollato una richiesta formale di convocazione del Consiglio comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art. 39, comma 2, del Testo Unico degli enti locali e dell’art. 8 del regolamento consiliare. 

La richiesta, depositata il 3 agosto 2026 e sottoscritta da “Alessio Landi e Michele Cascone” del gruppo SanVincenzo5Stelle e da “Luca Cosimi” del gruppo Svoltiamo, chiede che siano portati in aula gli atti di iniziativa consiliare presentati dalle minoranze e rimasti non trattati nella seduta ordinaria del 29 luglio scorso.

In quella seduta, dopo l’esame dei punti a contenuto amministrativo proposti dalla Giunta, il Consiglio è stato dichiarato concluso e aggiornato senza che l’assemblea votasse il rinvio, lasciando fuori dalla discussione i punti da 8 a 13dell’ordine del giorno, tutti atti presentati dai gruppi consiliari. Tra gli atti delle minoranze rimasti fuori: le mozioni sulla tutela del Parco di Rimigliano, sull’istituzione di un tavolo tecnico per i corsi di italiano per stranieri, sull’attuazione della mozione PFAS per la verifica dell’impianto di trattamento acque della centrale di Santa Costanza, e un’interrogazione sulla selezione di personale per la segreteria amministrativa.

I proponenti sottolineano il carattere non ordinario dello strumento utilizzato. 

Ricorrere alla richiesta di un Consiglio straordinario è una misura eccezionale: per quanto ci risulta, un’iniziativa del genere da parte delle minoranze non si vedeva a San Vincenzo da moltissimi anni”, dichiara il capogruppo di SanVincenzo5Stelle Alessio Landi. “Se siamo arrivati a questo, è perché il normale funzionamento del Consiglio si è inceppato. Chiediamo semplicemente che l’assemblea faccia il suo lavoro: gli atti presentati dai consiglieri sono lo strumento con cui si porta in aula ciò che riguarda i cittadini, e rinviarli senza nemmeno un voto significa negare ai cittadini una risposta su temi che li riguardano.

È il segno di un metodo di governo che sta mancando agli impegni presi con San Vincenzo.”

Con la richiesta protocollata, il Presidente del Consiglio è tenuto a convocare l’assemblea entro venti giorni dalla data di protocollo, inserendo all’ordine del giorno gli argomenti indicati dai proponenti.

Gruppo consiliare SanVincenzo5stelle

Alessio Landi

Michele Cascone

Gruppo consiliare Svoltiamo

Luca Cosimi