“Stato estremamente critico del progetto industriale a Piombino“

PIOMBINO – COMUNICATO STAMPA “… Stato estremamente critico del progetto industriale a Piombino”; “… necessità di modificare l’accordo quadro per aggiornarlo ed aumentare le garanzie perché riteniamo le clausole presenti nel testo dell’AdP insufficienti…”;

“Inascoltata la nostra richiesta di fare entrare Invitalia nel capitale sociale e nel CdA per controllare e salvaguardare l’unico impianto in Italia che produce rotaie, evitando di erogare 33 milioni di euro senza la possibilità di controllare un soggetto totalmente inaffidabile come Jsw. Inascoltata la richiesta di riportare nel nuovo testo l’articolo 14 dell’accordo precedente, che garantiva la salvaguardia di tutti i lavoratori a condizione di avere la disponibilità di ammortizzatori sociali…”;

“La situazione del progetto Metinvest preoccupa molto dopo la loro dichiarazione di non poter confermare la realizzazione del progetto prima della fine dell’anno perché ancora alla ricerca di un terzo socio e questo rende ovviamente difficile modificare l’accordo quadro… esistono altri problemi rilevanti : …la questione di autorizzazioni demaniali non risolte (revoche, indennizzi, ripristini), il piano integrato dalla regione non ancora approvato…”

Qualcuno dirà che questo è il solito allarmismo del Camping CIG. E invece sono le recenti, condivisibili dichiarazioni della Uilm. Scatenata contro la politica, dimentica però le gravi responsabilità proprie – insieme agli altri sindacati -, le quali hanno contribuito a produrre il disastro attuale: delega sindacale passiva alle multinazionali e alla stessa politica istituzionale, ad esse assoggettata.

I sindacati si sono impegnati giustamente di garantire la Cig, purtroppo però quasi solo di quello. Intanto, l’Accordo di Programma Jsw deve essere reso pubblico, anche perché i suoi negativi contenuti condizioneranno l’accordo quadro sindacale. Anche la Uilm tace peraltro su quella che, a questo punto, si pone come l’unica soluzione credibile: cacciare l’inaffidabile Jindal, che guarda a Taranto; lo Stato nazionalizzi l’intero stabilimento. In subordine, comunque lo Stato imponga a Metinvest precise penali per le inadempienze aziendali, v. cronoprogramma.

E nell’accordo sindacale quadro deve esserci l’impegno preciso dello Stato che, se Metinvest non va in porto, i lavoratori passino alle dipendenze dello Stato stesso, per rilanciare la produzione; affidarli a Jsw significherebbe licenziamenti certi.

Oggi il meccanismo che produce i licenziamenti collettivi è comunque già operante, dopo che dal 2008 i dipendenti diretti delle acciaierie sono già scesi all’incirca da 2100 a 1300, per non parlare dei 1500 licenziati dell’indotto. Vanno comunque previsti per gli esuberi prepensionamenti e uscite volontarie incentivate.

A proposito dell’incombente rischio licenziamenti, sembra che qualche sindacalista abbia affermato che una legge garantirebbe la non licenziabilità in assenza di consenso sindacale: ma davvero esiste una norma così… rivoluzionaria? A quanto ci risulta, i sindacati avrebbero rifiutato la Cig fino al 2028 perché puntavano comprensibilmente alla proroga della Cig fino al completamento del progetto Metinvest: in questo modo però alla fine la Cig copre solo fino a tutto il 2027.

E’ vero che i 170 dipendenti Piolog e Gsi dovranno tornare in forza a Jsw, oltre ai previsti 500? è davvero credibile la soluzione Jsw? Che cosa è emerso dalla riunione sindacale del 23 luglio? I lavoratori hanno bisogno di risposte, ma hanno pure il dovere di partecipare alle iniziative sindacali, mentre all’ultima assemblea erano presenti pochissimi degli inattivi; la democrazia sindacale vive di informazione corretta da parte dei rappresentanti sindacali e di partecipazione attiva da parte dei lavoratori, per rilanciare l’indispensabile mobilitazione, anche in vista dell’incontro al Mimit del 5 agosto.
Acciaio sì: mai per le armi.

Coordinamento Art.1 Camping CIG