“L’Officina Falesiana come la piramide di Cheope”

PIOMBINO – L’Officina Falesiana come la piramide di Cheope

La notizia uscita sulla stampa della ricerca di un gestore per la nuova Officina Falesiana, ex Polo Culturale, ci è parsa passare sotto traccia e paradossalmente non ci sembra ne sia stata colta l’essenza. Un’opera partita nel 2005 e imponente, tempi paragonabili alla costruzione delle piramidi, costata otto milioni di euro, cambia nome con l’amministrazione Ferrari giocando sulle funzioni. La diatriba fra opposizione e assessore alla cultura si riduce quindi sulla dinamicità e lo scambio culturale, mentre nessuno si chiede se questi costi di esecuzione siano congrui con le casse di un piccolo comune. Inoltre,viste le cifre del bando di assegnazione della gestione,che vede una gara triennale di 3,55 milioni di euro, noi ci chiediamo se e per quanto tempo, questo comune possa permettersi di sostenere queste spese gestionali, di quello che sarà poco più di una biblioteca. Temiamoaltresì che, oltre questo milione e spiccioli annuo, si debbano aggiungere le spese delle utenze: “gas, luce,acqua e aria condizionata” che, visti i volumi della struttura, potrebbero essere molto ingenti. L’altra domanda che sorge è se sia stata valutata la possibilità di far gestire un bene pubblico “l’Officina Falesiana” da unaltro soggetto pubblico come la Parchi val di Cornia, visto che anch’esso grava sulle casse comunali per cifre che sfiorano il milione annuo e una commessa di questa entità sarebbe stata linfa vitale. Insomma, alla fine avevamo bisogno di una biblioteca e con al massimo un milioncino, la potevamo ricavare all’ex Pagaso, molto prima e con costi gestionali molto inferiori; una sedemeno centrale facilmente raggiungibile e vicino alle scuole, oltre il vantaggio di recuperare un bene storicooggi in disuso e fatiscente. Certo, se ci limitiamo al lustro è tutto bello, anzi, bellissimo ma poi non ci lamentiamo se le cose non funzionano. Noi avremmo preferito far scivolare il dibattito sugli aspetti pratici,scelte che potessero prevedere la liberazione di risorse per la sistemazione delle strade, del cimitero o il miglioramento dei servizi al cittadino, insieme ad una città più decorosa. Sarebbe stato gradito anche uno sforzo per avere almeno un cinema. Questo progetto era faraonico, sbagliato fin dall’inizio e fuori portata, a proposito di “visione. Questa ormai è la città dei paradossi, delle battaglie perse e delle narrazioni felici, incorniciati da opere bibliche che stridono pesantemente col contesto.

Riccardo Gelichi

Portavoce Ascolta Piombino