“Il rispetto dei cittadini non si conquista lamentandosi dei toni del dibattito pubblico“

CAMPIGLIA MARITTIMA – LA RABBIA DEI CITTADINI NON NASCE PER CASO, SONO LORO LE VITTIME DI QUESTA AMMINISTRAZIONE.

Negli ultimi giorni il Sindaco ha scelto, per l’ennesima volta, di rappresentarsi come vittima di un clima di ostilità. È una narrazione che merita una riflessione.

Il rispetto dei cittadini non si conquista lamentandosi dei toni del dibattito pubblico, ma ascoltando le persone, affrontandone i problemi e, soprattutto, offrendo risposte concrete.

Quando, invece, si preferisce ignorare le segnalazioni, liquidare le critiche con sufficienza e considerare ogni osservazione come un attacco personale, è inevitabile che si crei distanza tra l’Amministrazione e le persone.

Come opposizione ho sempre svolto il mio ruolo con serietà e senso di responsabilità. In questi anni ho presentato proposte, mozioni, interrogazioni e suggerimenti su sicurezza, lavori pubblici, sanità, turismo, viabilità, decoro urbano e tutela del territorio.

Molte delle questioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti e loro inseguono in cerca di consenso erano state evidenziate da tempo.

Non ci siamo limitati a criticare, abbiamo indicato possibili soluzioni. Quasi sempre, però, abbiamo
trovato una porta chiusa.

Il problema non è il dissenso. Il problema è un modo di amministrare che troppo spesso ha dato l’impressione di ritenere superfluo il confronto con i
cittadini e con chi rappresenta una parte significativa della comunità.

Un atteggiamento che trasmette l’idea di una politica chiusa in sé stessa, convinta di non dover rendere conto delle proprie scelte.

Inutili gli incontri con i cittadini quando tutto è già deciso o quelli in cui chiedono “idee” (che non hanno) e poi fanno lo stesso come vogliono.

La vicenda della chiusura di Via Cerrini rappresenta bene questo metodo. Una decisione certamente presentata come necessaria, ma gestita con modalità che hanno lasciato molti cittadini disorientati e amareggiati.

Una comunicazione ritenuta insufficiente da molti, l’assenza di un reale coinvolgimento preventivo e la scelta di un periodo che ha creato enormi disagi hanno
alimentato un malcontento prevedibile.

A questo si aggiunge la sensazione che non vi sia stata una reale assunzione di responsabilità politica nei
confronti dei cittadini che quei disagi li hanno subiti.

Ne che si mettano in atto le più semplici e concrete soluzioni che in tanti, me compreso, abbiamo proposto.

Chi oggi si domanda perché esista tanta rabbia dovrebbe interrogarsi prima sulle cause che l’hanno generata. Le persone non si allontanano dalle
istituzioni per caso.

Accade quando hanno la percezione di non essere
ascoltate, quando vedono i problemi protrarsi nel tempo e quando le critiche vengono sistematicamente respinte anziché considerate come un’occasione di
miglioramento.

Continueremo a svolgere il mio ruolo con lo stesso spirito che ci ha contraddistinto fin dall’inizio, quello di avanzare proposte, vigilare sull’operato dell’Amministrazione e difendere gli interessi dei cittadini, anche quando questo significa dire cose scomode.

Perché il consenso non si costruisce con i post, ma con i risultati. E il rispetto non si pretende, si conquista ogni giorno con i fatti.