Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni
Via Salivoli
Via Salivoli,
libro dei sogni a occhi aperti.
Inizia con un cartello.
Ci sta scritto il futuro.
Pista ciclabile.
Padri e figli per mano.
Marciapiede senza buche.
Panorama di un “come sarà”.
Sette anni.
Sette anni che quel cartello mente.
Lavori in stallo.
Nel frattempo hanno cambiato il senso.
Hanno piantato paletti rossi.
Un marciapiede di fantasia.
Una zona pedonale orrenda
che le auto sbarbano ogni giorno
con la ruota.
Finiti i lavori al parcheggio.
Per adesso.
Così puoi posteggiare
e andare in spiaggia a piedi.
Bontà loro.
Non serve più la navetta.
Grazie, solerte amministrazione.
E grazie anche per le alghe.
Sgombrate a metà giugno.
Un po’ più tardi
non si poteva?
Dicono:
“Ci organizziamo per l’anno prossimo”.
Potrebbero fare peggio.
Niente è impossibile.
Io ci credo.
Triste Via Salivoli,
smembrata.
Tra sogni impossibili
e una piazza dilaniata.
Ti guardo
mentre scendo in spiaggia
e il panorama che vedo
è di tristezza.

