PIOMBINO – PUNTO NASCITA E GINECOLOGIA. IL NOSTRO VOTO CONTRARIO ALLA MOZIONE DI FDI.
Negli ultimi giorni si è sollevato un polverone politico riguardo al nostro voto contrario sulla mozione presentata da Fratelli d’Italia per la riapertura del Punto Nascita all’Ospedale di Villamarina. Comprendiamo che chi si ferma alla superficie e agli slogan d’ordinanza possa rimanere stupito, ma i cittadini della Val di Cornia hanno il diritto di conoscere la verità: quella mozione, così com’era scritta, era un insulto alla competenza, infarcita di inesattezze e bugie normative.
Noi abbiamo provato a salvare quel testo con emendamenti profondi e tecnici nel tentativo di trasformare un manifesto elettorale in un documento amministrativo credibile e presentabile. Ci è stato risposto che “la mozione era una cosa semplice” e che i nostri emendamenti erano “troppo profondi”. Dinanzi al rifiuto di correggere falsità evidenti, votare a favore sarebbe stata una presa in giro per i cittadini.
La salute dei cittadini si difende con le leggi e i medici, non con la propaganda.
Ecco perché non abbiamo potuto votare quel testo.
Questo è quello che avevamo proposto di cambiare.
– La mozione di FDI affermava che la chiusura del Punto Nascita nel 2019 fosse una scelta puramente politica della Regione Toscana.
Falso. La chiusura è l’applicazione diretta di una legge nazionale, il DM 70/2015. La Regione presentò ben tre richieste di deroga per Piombino, e tutte e tre sono state bocciate dal Comitato Percorso Nascita Nazionale del Ministero della Salute a Roma per il mancato raggiungimento dei parametri minimi di sicurezza.
Dire che basta una “rivalutazione delle scelte regionali” significa ignorare le leggi dello Stato e le sue gerarchie istituzionali.
– Nel testo originale di Fratelli d’Italia si faceva leva sui disagi delle partorienti dell’Isola d’Elba costrette a viaggiare a causa della chiusura di Piombino.
Questo è un errore clamoroso, chi ha scritto il testo dimostra di non conoscere il territorio perché l’Isola d’Elba ha il suo Punto Nascita attivo e il suo reparto di Ostetricia e Ginecologia a Portoferraio, che si regge proprio grazie a deroghe ministeriali e ginecologi itineranti. L’Elba non c’entrava nulla con la chiusura del Punto Nascita di Piombino.
– La destra insisteva nel chiedere la realizzazione di una “sala parto dedicata alle urgenze ostetriche adiacente alla sala operatoria” stanziando circa 300.000€. Una proposta tecnicamente inutile ed economicamente ridicola. A Villamarina le donne non partoriscono più, quindi non serve una sala parto per le urgenze ostetriche, che, come si evince dal nome, riguardano le nascite. Serve invece un reparto per le urgenze ginecologiche, come il grave caso di gravidanza extrauterina brillantemente risolto dai nostri medici nei giorni scorsi.
Inoltre, per fare interventi di adeguamento di quel tipo servono molti più soldi, come dimostrano i finanziamenti ex art. 20 usati a Pontedera con la DGRT 846/2019, non i 300mila euro sbandierati da FDI, utili a poche cose.
Cosa avevamo proposto noi?
I nostri emendamenti – che la destra ha rifiutato definendoli “troppo profondi e troppo tecnici” – miravano a impegnare Sindaco e Giunta su richieste concrete e realizzabili da subito presso l’Azienda USL Toscana Nord Ovest e il Ministero:
– Verifica dei protocolli STAM e STEM: Chiedevamo di verificare se i servizi di Trasporto Assistito Materno (STAM) e d’Emergenza Neonatale (STEM) fossero attivi in Val di Cornia e come funzionassero e, in caso negativo, di riattivarli immediatamente per garantire trasferimenti d’urgenza protetti. Questo era uno dei punti che riguardavano le famose compensazioni a seguito della chiusura del punto nascita. Insieme a questo il Ministero diede indicazioni affinché venissero predisposti i PDTA, cioè i Percorsi Assistenziali Diagnostico Terapeutici per integrare l’attività della rete territoriale (consultori, medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali) con quella ospedaliera (reparti di ostetricia e ginecologia, sale parto, terapie intensive neonatali dell’area di Piombino e i punti nascita attivi a cui indirizzare le donne. In particolare fu richiesto il potenziamento dell’attività territoriale svolta dai consultori destinata alle donne in gravidanza e alla fase post – partum.
– Una richiesta di deroga seria per il Punto Nascita. Chiedevamo di impegnare la USL a formulare una nuova e formale richiesta di deroga da inviare a Roma, ma basata su una reale autovalutazione degli standard tecnologici, operativi e di sicurezza e su un cronoprogramma certo, l’unico modo per farsi ascoltare dal Ministero.
– Riapertura dell’Unità Operativa di Ginecologia e Pediatria. Per fare i turni H24 in sicurezza servono per legge almeno 5-6 medici. Piombino era rimasta con un solo ginecologo. Noi abbiamo proposto soluzioni strutturali: coprire i turni a Villamarina a rotazione con i ginecologi degli altri ospedali della rete aziendale e attivare piani di incentivi economici straordinari sul modello del progetto già funzionante “Anch’io all’Elba”. Specularmente, chiedevamo il ripristino della Pediatria H24, indispensabile per supportare l’area materno-infantile.
Come abbiamo visto, la mozione di FDI è un classico esempio di come la propaganda politica provi a usare temi delicatissimi come la salute delle donne per fare pura demagogia, lasciando poi a chi vuole fare amministrazione seria l’ingrato compito di spiegare la realtà tecnica dei fatti.
Dire di no a un documento scritto male, pieno di inesattezze normative non significa essere contro il territorio, significa rispettarlo, evitando di votare un “pezzo di carta” palesemente irricevibile che il Ministero e la Regione avrebbero cestinato in cinque minuti.
Abbassare il livello del dibattito consiliare pretendendo che le mozioni siano “cose semplici” significa rinunciare a governare e preferire i like su Facebook alla sicurezza dei cittadini.
Noi non saremo mai complici di questo modo di fare politica.
Continueremo a batterci per l’Ospedale di Villamarina pretendendo ginecologi attivi H24, pediatri, protocolli di emergenza funzionanti e investimenti reali.
Lasciamo la propaganda a chi preferisce tenersi una mozione scritta male pur di poter dire, in modo populista, che gli altri hanno votato contro.
Gruppo consiliare Rifondazione Comunista Piombino

