PIOMBINO – GESTIONE ILLECITA DI RIFIUTI LIQUIDI PERICOLOSI NEL PORTO DI PIOMBINO:
FATTI ACCERTATI E GRAVI OMISSIONI
“Emerge, dunque, nitida l’esigenza e l’urgenza di disporre il sequestro dell’area e delle cisterne al fine di evitare la reiterazione del reato e l’aggravamento delle sue conseguenze, considerato il concreto rischio di contaminazione ambientale e di sversamento di rifiuti pericolosi su terreno non protetto”.
Questo è solo un passaggio tratto dal decreto di convalida del sequestro preventivo disposto nel porto di Piombino nell’ambito di un’indagine per gestione illecita di rifiuti liquidi pericolosi, posta in essere dall’attuale concessionario del servizio di raccolta dei rifiuti solidi e liquidi prodotti dalle navi.
L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri di Livorno, ha accertato un’attività illecita protrattasi per circa un anno, riguardante centinaia di tonnellate di rifiuti liquidi pericolosi, ritirati dalle navi ormeggiate nel porto di Piombino, tra cui il rigassificatore.
Il Pubblico Ministero, a seguito delle indagini, ha accertato il reato e sanzionato il concessionario, rilevando come la gestione illecita fosse finalizzata a una riduzione dei costi di smaltimento, a scapito della sicurezza ambientale e della legalità. La gravità di tali condotte è tale che il legislatore, con una recente riforma, ne ha previsto la qualificazione come delitto, introducendo un inasprimento delle pene proprio in un’ottica di maggiore tutela dell’ambiente e dell’interesse pubblico.
Colpisce, e preoccupa, che tutto ciò sia emerso solo a seguito di un esposto presentato da un privato cittadino, mentre l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, pur essendo a conoscenza della modalità di gestione illecita dei rifiuti pericolosi, come risulta dalla testimonianza rilasciata dal concessionario stesso ai carabinieri, non abbia posto in essere alcuna attività di verifica o ispezione.
Un’inerzia particolarmente grave se si considera che: il Capitolato di gara impone all’Autorità Portuale il controllo sull’esecuzione del servizio; la Delibera ANAC n. 497 del 29 ottobre 2024 ribadisce l’obbligo di verifica del corretto adempimento contrattuale; gli accertamenti dei Carabinieri sono stati svolti anche presso gli uffici della stessa Autorità Portuale, che quindi non poteva non essere a conoscenza dei fatti.
Ancora più incomprensibile è il fatto che nessuna iniziativa sia stata assunta dalla stessa Autorità neppure dopo l’accertamento formale del reato, nonostante il Capitolato Speciale
Descrittivo di gara preveda espressamente di dichiarare la decadenza o la risoluzione della concessione in caso di “mancato rispetto delle norme che regolano la gestione dei rifiuti” (art. 22 comma 2-h e art. 23 comma 3-b) e di grave inadempimento contrattuale.
A distanza di quasi un anno dalla chiusura del procedimento giudiziario, nessuna decisione è stata assunta.
Dagli atti emerge un quadro sconcertante se si considera che il servizio è di interesse generale.
La gestione illecita avveniva in un’area di proprietà di terzi, data in locazione al concessionario e utilizzata di fatto come base logistica non autorizzata per operazioni di stoccaggio, miscelazione e travaso di rifiuti liquidi pericolosi.
Il piazzale è sterrato, non impermeabilizzato e privo di sistemi di drenaggio, eppure veniva utilizzato per il riempimento delle cisterne, con sversamenti di rifiuti pericolosi direttamente sul terreno, senza alcuna autorizzazione della Regione Toscana.
Il rischio ambientale sotteso a tali condotte è evidente, aggravato dal fatto che una parte significativa dei rifiuti proveniva proprio dal rigassificatore, impianto imposto al territorio e oggi tristemente al centro di una vicenda che conferma tutte le preoccupazioni espresse negli anni dai cittadini.
Alla luce di questi fatti, accertati e documentati, riteniamo doveroso che si apra finalmente un accertamento trasparente sulle responsabilità, sui controlli mancati e sulle decisioni che continuano a non essere assunte, nonostante strumenti normativi chiari e una violazione conclamata.
PERMARE SRL
Piombino, 26/06/2026

