PIOMBINO – La riunione di ieri con oggetto vari problemi della Provincia di Livorno, è saltato fuori, nuovamente, l’annoso problema della palestra dell’ISIS Val di Cornia di Viale della Pace.
Questa riunione ha purtroppo confermato una situazione che denunciamo da tempo: anni di ritardi e immobilismo da parte della Provincia di Livorno stanno trasformando un problema serio in una vicenda senza fine.
Dalla riunione è emersa la possibilità di accedere alla misura regionale per gli “interventi urgenti ed indifferibili”, che potrebbe coprire circa il 70% dell’intervento necessario. Ma il vero nodo resta tutto sulle spalle della Provincia, che ancora oggi non è stata in grado di dare una risposta chiara e concreta.
C’è poi un altro aspetto molto preoccupante: trattandosi di una misura a sportello, non sarà nemmeno la Provincia a presentare direttamente la richiesta, ma il Comune, che andrà inevitabilmente in coda rispetto agli enti che sono già in fila per i finanziamenti. Questo significa che il rischio di dover aspettare ancora moltissimo tempo è concreto.
Nel frattempo gli studenti continuano a pagare le conseguenze di questa situazione, mentre i costi aumentano continuamente. Il quadro economico presentato ieri parla già di circa 1 milione e 200 mila euro, una cifra cresciuta negli ultimi mesi proprio a causa del tempo perso.
A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: restano infatti dubbi concreti sulla reale capacità della Provincia di garantire anche il restante 30% del finanziamento previsto. Senza questa copertura, l’intero intervento rischia di rimanere sulla carta, vanificando ogni ipotesi di avanzamento del progetto.
E la cosa più grave è che parte delle risorse pubbliche sono già state spese negli anni per lavori e interventi che oggi rischiano di diventare inutili proprio per colpa dei ritardi accumulati. È uno spreco evidente di soldi pubblici che qualcuno dovrà spiegare.
Le responsabilità politiche della Provincia sono enormi. Per anni si è sottovalutato il problema, si è perso tempo e oggi ci troviamo ancora senza una soluzione definitiva.
La Val di Cornia non può continuare ad essere trattata come un territorio di serie B.”
GRUPPO CONSILIARE FDI

