CAMPIGLIA MARITTIMA – Comunicato stampa.
CON TUSCANY TRAIL CI HANNO LEVATO “IL FIERONE”: TRA PROPAGANDA, SOLDI DEI
CITTADINI E LA SOLITA ILLUSIONE DEI “RISTORANTI PIENI”
Premessa necessaria, così evitiamo subito i soliti commenti automatici: Il
Tuscany Trail è un bell’evento. Nessuno lo nega.
Porta gente, movimento, visibilità, biciclette, camere occupate, tavoli
pieni, colazioni all’alba e file davanti ai bar. Bene. È evidente.
Ma il punto non è mai stato questo. Il punto è che ci hanno tolto per questo
“il Fierone” ed è un evento privato.
Il Comune di Campiglia Marittima non lo organizza. Non lo crea. Non lo
gestisce. Non lo inventa. Ne lo sfrutta come dovrebbe. La SEFI nemmeno.
Quello che fa il Comune è un’altra cosa. Paga. Tanto. Con i soldi dei
cittadini.
E allora la domanda vera diventa, legittimamente: il rapporto tra il costo
per i cittadini ed il beneficio reale per il territorio è proporzionato
oppure no? Con tutti i soldi spesi il Comune non avrebbe potuto organizzare
altro? O di più? Era necessario rinunciare al Fierone e perché la tanto
decantata “sovracomunalità” la paghiamo noi e basta?
Dire che chiunque abbia dei dubbi sia automaticamente “contro il turismo”,
“contro le bici” o “contro il divertimento” è uno slogan di propaganda
francamente anche un po’ ridicolo, tipico di chi è a corto di argomenti.
In questi giorni leggiamo una teoria economica straordinaria: gli alberghi
sono pieni, i ristoranti lavorano, i bar incassano, qualche struttura
ricettiva fa ottimi giorni di incasso. Benissimo: sono diventati tutti
Berlusconiani: “Ma quale crisi, i ristoranti sono pieni!” Perché il
ragionamento è esattamente quello.
C’è davvero qualcuno convinto che 5 giorni in cui alcune attività lavorano
bene bastino a raccontare il successo della politica turistica di un Comune?
Ah già, ci raccontano la stessa cosa da 20 anni con ApritiBorgo e la gente
ci casca…
Facciamo chiarezza e fingiamo di ragionare davvero sulla cosa, non come i
soliti tifosi Ticciatiani e Piddini, e sottolineiamo come siano le stesse
identiche cose che caratterizzano ApritiBorgo, una manifestazione
costantemente in perdita e che fruga anch’essa nelle tasche dei cittadini:
Tuscany Trail ed ApritiBorgo generano movimento soprattutto in alcuni
settori specifici, per pochissimi giorni l’anno.
Ottimo per chi opera nel ricettivo, nella ristorazione. Ma questo non
cancella gli altri 350 giorni in cui il territorio continua a soffrire delle
stesse criticità di sempre.
Promozione ordinaria insufficiente, programmazione inesistente, decoro
urbano da migliorare, aree trascurate, servizi mancanti, commercio locale
che arranca un paese spento per tutto l’anno.
E allora no, non basta mostrare una settimana di movimento per dichiarare
risolto un problema strutturale.
Tuscany Trail ed ApritiBorgo, con “cinque giorni che valgono tutta
l’estate”, dovrebbero essere considerati la soluzione ai problemi economici
dei commercianti del Comune?
Si racconta che un evento riuscito è una politica turistica efficace del
Comune: una bella presa in giro. Una politica pubblica si misura sulla
continuità, sulla strategia, sui risultati annuali, sulla capacità di creare
economia diffusa e non solo picchi temporanei. E soprattutto si misura sul
corretto uso delle risorse pubbliche. Perché i soldi non sono della Giunta
Ticciati, non sono del partito, non sono della propaganda istituzionale,
sono dei cittadini!
E i cittadini hanno il diritto di chiedere: quanto costa davvero? quali
benefici misurabili produce? quanta parte della ricaduta resta sul
territorio? quanta è promozione reale e quanta è semplice narrazione
politica?
Domande normali in qualsiasi amministrazione seria.
Poi ogni anno assistiamo allo stesso schema vittimistico di Ticciati e soci:
Se fai domande sui costi, sei contro il turismo. Se chiedi dati, sei contro
lo sport. Se pretendi trasparenza, sei contro il territorio.
No, si può apprezzare il Tuscany Trail e contemporaneamente rifiutare l’idea
che il Comune debba limitarsi a comprare consenso e visibilità con soldi dei
cittadini, senza una seria strategia annuale di sviluppo e mentre gli altri
comuni a costo 0 ottengono gli stessi vantaggi, anzi essendo, loro, furbi, e
coinvolgendo commercianti e creando eventi collaterali portando più gente e
soldi.
Perché il turismo vero non si costruisce con cinque giorni di entusiasmo e
trecentosessanta di ordinaria, o pessima, amministrazione.

