SAN VINCENZO – Alle porte della stagione estiva, mentre cittadini e attività economiche cercano certezze per poter programmare e lavorare serenamente, a San Vincenzo si assiste all’ennesima vicenda politico-amministrativa confusa e difficile da giustificare.
Il gruppo Avanti San Vincenzo interviene pubblicamente su una vicenda amministrativa che, giorno dopo giorno, sta assumendo contorni sempre più gravi e difficili da comprendere.
Parliamo di una concessione pubblica regolarmente rilasciata dal Comune, tuttora valida fino al 2035, sulla base della quale un concessionario:
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ha investito economicamente;
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ha installato una struttura smontabile;
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ha lavorato regolarmente nel primo anno;
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senza ricevere alcuna contestazione formale da parte dell’Amministrazione.
Successivamente, però, tutto cambia.
La stessa struttura che era stata consentita e utilizzata senza problemi viene improvvisamente considerata non compatibile dagli uffici comunali.
E qui nasce il problema politico e amministrativo che oggi non può più essere ignorato.
Perché:
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la concessione è ancora valida;
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non esiste alcuna revoca;
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non esiste alcuna decadenza;
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non esiste alcun annullamento del titolo;
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ma viene comunque impedito di lavorare.
Una situazione che appare tanto paradossale quanto preoccupante.
Ancora più grave è il fatto che, dopo mesi di richieste formali, PEC, segnalazioni e interventi istituzionali:
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continua a non emergere una norma chiara e precisa che vieti espressamente la struttura utilizzata;
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non risultano clausole della concessione che impongano un mezzo targato;
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non risultano motivazioni tecniche dettagliate;
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non risultano modifiche normative sopravvenute rispetto al primo anno di attività.
Esistono invece:
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interpretazioni mutevoli;
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posizioni amministrative cambiate nel tempo;
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risposte evasive;
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continui rinvii a comunicazioni precedenti senza affrontare nel merito le precise domande poste.
La situazione diventa ancora più delicata se si considera che il Comune stesso ha confermato per iscritto che la concessione è pienamente valida fino al 2035.
Come può un’Amministrazione riconoscere la validità di una concessione e contemporaneamente impedire di fatto al concessionario di esercitare l’attività nelle stesse modalità già consentite nel primo anno?
Questa non è soltanto una questione burocratica.
È una questione di credibilità istituzionale.
Perché quando un cittadino:
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riceve un’autorizzazione pubblica;
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investe denaro;
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organizza la propria attività;
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opera alla luce del sole;
deve poter avere certezza delle regole.
Le regole non possono essere reinterpretate dopo.
Le condizioni non possono cambiare quando gli investimenti sono già stati fatti.
Le amministrazioni non possono scaricare sui cittadini il peso delle proprie contraddizioni interne.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Difensore Civico Regionale della Toscana, che ha definito la struttura:
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smontabile;
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non ancorata al suolo;
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facilmente amovibile;
e che ha richiamato l’Amministrazione comunale alla necessità di effettuare gli opportuni approfondimenti alla luce della normativa vigente.
Eppure, nonostante mesi di corrispondenza istituzionale, continua a mancare ciò che dovrebbe essere la base di qualsiasi azione amministrativa.
Chiarezza.
Perché questa vicenda non riguarda più soltanto un singolo concessionario.
Riguarda il modo in cui viene esercitato il potere amministrativo nel nostro Comune.
E riguarda soprattutto una domanda che oggi moltissimi cittadini si stanno facendo:
se il Comune rilascia una concessione, consente un’attività e poi cambia improvvisamente interpretazione senza indicare con chiarezza la norma applicata… chi tutela il cittadino?
Avanti San Vincenzo continuerà a chiedere:
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piena trasparenza sugli atti;
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chiarimenti definitivi;
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motivazioni normative precise;
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una soluzione coerente con quanto autorizzato e consentito nel primo anno di attività.
Confidiamo in un cambio di direzione da parte dell’Amministrazione comunale, nel rispetto della concessione rilasciata, della certezza delle regole e nell’interesse di una soluzione equilibrata che tuteli sia il concessionario sia la credibilità dell’azione amministrativa.

