Sull’incontro assessore Monni e sindaci delle Valli Etrusche

PIOMBINO – Il primo aprile, finalmente, nonostante la data, l’assessore regionale Monni ha incontrato i Sindaci della Val di Cornia e la dirigenza della Asl locale.

Sebbene il risultato dell’incontro porti ad una auspicabile volontà di collaborazione e risoluzione dei problemi, è inutile negare che questa situazione nei mesi si è aggravata a tal punto di mettere in seria discussione la sopravvivenza dell’ospedale di Piombino.

Da tempo la maggioranza a guida Ferrari ha chiesto risposte concrete per Villamarina, non solo promesse puntualmente non mantenute. Se da una parte il centrodestra ha manifestato più volte usando anche un presidio lungo più di cento giorni, il centro sinistra non ha mosso dito in Regione per auspicare collaborazione e soluzioni per migliorare lo stato del nostro nosocomio.
Contestiamo anche il binomio con Cecina, dove proprio Cecina ha goduto sempre di maggiori servizi e dotazioni migliori rispetto a Piombino che, in teoria, vista anche la posizione geografica, avrebbe dovuto avere un’attenzione diversa e più specifica in materia sanitaria. Adesso sia la Regione a capire come aiutare i cittadini della val di Cornia dando servizi decenti e veritieri senza illudere nuovamente una popolazione.
La sanità e il diritto di curarsi va garantita ad ogni cittadino perché nessuno può e deve rimanere solo o indietro. E non è nemmeno accettabile che per garantirsi delle cure ci si debba spostare a proprie spese in lungo e in largo nella Regione, questo lo rigettiamo categoricamente.
Nonostante tutto quello che Sindaci, Usl e assessore si sono detti all’incontro, è sempre più forte e roboante la notizia che circola riguardo il reparto di cardiologia dove addirittura si pensa a ridurre il servizio a dodici ore di presidio e ad altri tagli.
Una popolazione come quella di Piombino e della Val di Cornia non può accettare simili decisioni, il reparto di cardiologia è fondamentale insieme ad altri per le persone. Oltretutto veniamo dall’ennesima promessa non mantenuta di avere un reparto migliore e di qualità, e invece il pensiero è sempre lo stesso, ed è uguale agli altri reparti, ossia tagliare o chiudere.
Chiediamo immediatamente di fermare qualsiasi ipotesi di riduzione dei servizi di cardiologia, ma anche di andare avanti alla realizzazione di altri settori come la psichiatria, per esempio, oppure i lavori dell’ adeguamento del pronto soccorso. Si facciano subito tutte le manovre possibili per creare progetti attrattivi per personale medico e quindi l’assunzione di personale a rimpinguare i reparti in difficoltà.
Alleanza per Piombino rifiuta ovviamente qualsiasi soluzione in negativo perché non si può certo pensare che la salute possa essere un diritto inalienabile, pensato come un costo e non come un servizio di prima necessità.
Luca Baragatti