“Biglietti per Piombino”: Scarpette al Magona

Testo di Gordiano Lupi, foto di Riccardo Marchionni.

Scarpette al Magona

Scarpette appoggiate sul muro del Magona, scarpette da calcio colorate, scarpette stanche per il gran lavoro, sporche di fango, incrostate di fatica, fotografate ancora in bianco e nero. Tiempo, recita una marca. Puma, fa capire l’altra, con l’animale che cerca di ghermire. Ricordi Pantofola d’Oro d’altri tempi, fabbrica Ascolana, la migliore, Adidas con le fasce bianche e nere che mai avrei potuto calzare.

Adesso che nel calcio tutto cambia puoi vedere un arbitro con scarpe colorate, nei Settanta no, era un reato, ché l’arbitro doveva vestire in nero. Muro del Magona, rosse mattonelle di speranza, calce alle pareti, tribuna verde della memoria antica, dove sedevi a guardare la partita, lato sinistro, con il sole in fronte. Muro che scopre un poco la panchina dove siedono riserve e allenatore, un tempo panca orizzontale con secchio d’acqua (benedetta?), una spugna, un massaggiatore, poche persone sopra un legno laterale.

Ma le mie scarpette sì che le ricordo, fasce di cuoio cucite tutte assieme, dure come il marmo dopo la partita, in mezzo al fango, ammorbidite con grasso di maiale, persino foca, quando lo trovavi, lucidate il sabato col nero antracite, pensando alla gara del domani. Avessi ancora quei trepidi pensieri! Adesso che son solo spettatore, non servono scarpette lucidate, non serve un fischietto in ferro col nome un po’ fascista di Balilla, non serve una divisa ben stirata.

Si soffre uguale ma niente ci puoi fare, resta il muro antico del Magona con le scarpette da calcio colorate, ma il giorno dopo, quando si gioca la partita, puoi sedere soltanto in gradinata pensando a tutto il tempo ch’è passato e al poco che ti resta da passare.